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Minori trasferiti da una struttura all’altra dal Comune di Genova, anche il garante dell’Infanzia all’attacco

Arkel: «Violata non solo legge 47 del 2017 ma anche i princìpi della Convenzione di New York»

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Genova. Alcuni giorni fa senza preavviso 16 minori stranieri non accompagnati sono stati trasferiti da alcune strutture comunali per minori (Cea, Comunita’ di Accoglienza Residenziale per minori) a strutture specifiche per minori non accompagnati. Un trasferimento di cui non si conoscono le ragioni ma che soprattutto va a interrompere i percorsi educativi e formativi di questi ragazzi e dei loro operatori.

Per far chiarezza sull’episodio la consigliera comunale del Pd Cristina Lodi martedì presenterà un’interrogazione urgente all’assessore al sociale Francesca Fassio, che oggi ha specificato, però, come “quei ragazzi si trovano ora in strutture più adeguate”. Sul tema anche una lettera del consigliere regionale Gianni Pastorino al Garante dei diritti dell’Infanzia della Regione Liguria. Che ha avuto qualcosa da ridire sul comportamento del Comune.

Il Garante dei diritti dell’Infanzia, insieme al responsabile dell’Ufficio Arkel, ha scritto al prefetto e al Comune di Genova e ha chiesto chiarimenti sull’episodio e la convocazione urgente di un tavolo sulle problematiche dei minori stranieri. “Ritengo una violazione di legge e dei superiori interessi del bambino che si trova in Italia senza famigliari – dichiara il garante Francesco Lalla – avere agito senza il dovuto concerto con il Tutore. Questo comportamento ha impedito al tutore del minore non accompagnato, una figura prevista dalla legge 47 del 2017, di esercitare il proprio diritto-dovere. I tutori, infatti, non  erano stati informati e, quindi, non erano presenti durante il trasferimento. Alcuni di loro ci hanno comunicato che, prendendo contatto con le comunità, sono venuti a sapere dello spostamento altrove del ragazzo destinato alla loro tutela. Questo comportamento – aggiunge – contrasta con l’articolo art. 15 della Legge 47/2017 che impone il coinvolgimento del minore, per mezzo di un suo rappresentante legale, a tutti i procedimenti giurisdizionali e amministrativi che lo riguardano e di essere ascoltato nel merito».
L’Ufficio del Garante, a cui il caso è stato segnalato due giorni fa dal consigliere regionale Gianni Pastorino, ha inviato una lettera al prefetto di Genova e all’assessore alle politiche sociali del Comune chiedendo l’avvio urgente di un tavolo di lavoro specifico sul tema dei minori stranieri non accompagnati e ha auspicato che il servizio sociale “svolga in modo etico e corretto le disposizioni della legge”.

“Quanto è accaduto – aggiunge il responsabile dell’Ufficio regionale del garante dei minorenni Dario Arkel – può avere ricadute anche sul sistema sociale di assistenza al minore, sui fini che devono ispirare il suo agire e viola non solo la legge 47, ma anche i princìpi della Convezione internazionale sui diritti dell’infanzia di New York, che proprio a novembre compie trent’anni, e la conseguente legge italiana di ratifica del 1991. Ci auguriamo che non si ripetano in futuro casi analoghi e, attraverso i Tutori dei soggetti coinvolti nello spostamento, valuteremo se questo non abbia inciso negativamente sul benessere psicofisico del minore”.