Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

“La pacchia è finita lo diciamo noi”: mercoledì (anche) a Genova presidio contro Lega e governo

Appuntamento alle 18 nei pressi del teatro della Gioventù. A Torino in piazza contro il consigliere che ha augurato "più Diaz" per chi manifesta

Più informazioni su

Genova. Una mobilitazione che si svolgerà in contemporanea in varie città italiane, da Torino a Bologna, da Cagliari a Trento a Saronno e che a Genova vedrà un presidio in via Cesarea non lontano dalla sede della Lega. L’appuntamento è per mercoledì 20 febbraio alle 18.

Il manifesto che circola in rete è lo stesso per tutti i presidi. Tocca i punti più critici del decreto Salvini e raccoglie anche dichiarazioni e linguaggi che in questi mesi hanno esacerbato il clima politico come quelle del consigliere leghista di Torino, Alessandro Sciretti, che ha auspicato “un po’ di scuola Diaz” per chi è sceso in piazza dopo lo sgombero dell’Asilo

“Un po’ di scuola Diaz significa, letteralmente, un po’ di tortura, di teste e braccia rotte, di muri insanguinati, di terrore. A questo siamo arrivati. Abituarsi a certe parole, significa accettare i fatti che ne conseguono – si legge nel manifesto che convoca i presìdi – mercoledì 20 febbraio, mentre a Torino si terrà un presidio davanti alla circoscrizione dove è consigliere l’infame che vorrebbe farci torturare, scendiamo in piazza in tante città, magari davanti alle sedi della Lega, per ricordare la Diaz, contro la violenza poliziesca, contro il razzismo di Stato, contro il governo e in solidarietà con i compagni di Torino”.

“Scendiamo in strada per ributtare in faccia alla Lega e ai suoi amici di governo tutto ciò che stanno seminando nella società” dicono gli organizzatori genovesi che ricordano i morti recenti per mano diretta o indiretta della polizia e delle procedure legate al rilascio dei permessi di soggiorno nonché “in solidarietà ai compagni arrestati a Torino per l’operazione Scintilla, e per le movimentate giornate di lotta in risposta allo sgombero dell’Asilo Occupato”.