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Inchiesta sul crollo del Morandi, presto l’incidente probatorio sulle cause del disastro

L'accelerata è legata all'allungarsi dei tempi del primo accertamento che rischia di chiudersi a giugno inoltrato

Genova. Il secondo incidente probatorio, quello sulle vere e proprie cause del crollo del ponte Morandi, potrebbe essere chiesto a breve. E’ quanto trapela da palazzo di giustizia a Genova il giorno dopo l’udienza del primo incidente probatorio. L’accelerata è legata all’allungarsi dei tempi del primo accertamento che rischia di chiudersi a giugno inoltrato in base alle esigenze dei periti del gip e i consulenti di procura, indagati e parti civili.

A questa seconda richiesta è legato anche il numero di indagati destinato ad allungarsi inevitabilmente per consentire loro di partecipare alle operazioni peritali. “Non è un lavoro semplice – sottolinea il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi – ma il cerchio sta per stringersi. Bisogna capire con esattezza fino a che periodo spingersi indietro e individuare chi faceva cosa in quel periodo e chi fosse a conoscenza dell’ammaloramento del viadotto. Ma questo tipo di lavoro è già a buon punto”.

Proprio ieri, nel corso dell’udienza, è stata depositata la traduzione della consulenza sui reperti del ponte inviati al laboratorio svizzero. Dall’analisi è emerso un processo di degrado in atto da molto tempo.