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Immobili confiscati alla mafia, sbloccato l’iter di assegnazione di 81 locali nel centro storico

Lo stallo era dovuto al cambio al vertice dell'agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata

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Genova. Sono una sessantina le manifestazioni d’interesse arrivate, soprattutto da associazioni che operano nel sociale, per l’assegnazione di 81 immobili confiscati alla criminalità organizzata, soprattutto nel centro storico di Genova, nell’ambito nell’operazione nei confronti della famiglia Canfarotta. A fare il punto, durante la seduta di oggi del consiglio comunale, l’assessore al Bilancio e Patrimonio Pietro Piciocchi, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Pd Alessandro Terrile.

La gestione degli immobili, di proprietà dell’’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, è stata seguita dal Comune di concerto con la prefettura. “Le due istituzioni hanno deciso di lanciare una manifestazione d’interesse – ha spiegato Piciocchi – per valutare se richiederne l’acquisizione al civico patrimonio per finalità istituzionali, sociali o economiche”. L’assessore ha spiegato che l’iter è stato rallentato dal cambio di vertice all’interno dell’agenzia e dopo due mesi di stallo ci sono stati nuovi contatti.

Altri 11 immobili, già acquisiti dal Comune nel 2017, sono stati in parte assegnati ad associazioni culturali. La prossima settimana, ad esempio, sarà inaugurata la nuova sede dell’associazione Pas à Pas, che si occupa di progetti d’integrazione dei cittadini stranieri. “Per gli 81 immobili – conclude Piciocchi – una volta ottenuto il via libera procederemo con l’assegnazione in contemporanea con il processo di acquisizione da parte dell’amministrazione comunale”.

Nei giorni scorsi l’associazione Libera aveva lanciato un allarme perché alcuni immobili confiscati, nel centro storico, sono tuttora occupati e gestiti per attività illeciti, come la prostituzione.