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Ilva, Governo e commissari rimettono all’Inps i pagamenti della cassa integrazione: versamenti in ritardo

Anomala situazione per 300 dipendenti a Genova (e 2500 a livello nazionale). La Fiom: "Il Governo ci spieghi"

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Genova. Genova. Pagamenti in ritardo di almeno una settimana per i lavoratori dell’Ilva in cassa integrazione, quelli appunto rimasti alle dipendenze dell’amministrazione controllata. Si tratta di 2500 lavoratori a livello nazionale di cui 300 a Genova. La denuncia arriva dalla Fiom Cgil: “I ministeri dell’industria e del lavoro, i commissari di Governo e i dirigenti di Ilva in amministrazione straordinaria hanno dichiarato di essere incapienti e di non poter pagare a livello nazionale 2.500 lavoratori in cassa integrazione di cui 300 a Genova e hanno scaricato il problema all’Inps che dovrà garantire il pagamento diretto del salario”. In questo modo secondo le informazioni in possesso del sindacato “il corrispettivo verrà versato non il 10 febbraio ma forse il 18 febbraio”.

Per questo la Fiom attacca il Governo: “Altro che cambiamento – dice il segretario Bruno Manganaro – è la stessa storia che viviamo ogni volta che un padrone si dichiara incapiente e scarica sui lavoratori e lavoratrici le proprie colpe, ma questa volta è lo Stato, è il Governo con una sua azienda commissariata.

“Dell’accordo su Ilva é responsabile il Governo e lo stesso ci deve spiegare perché i soldi per Dirigenti e Commissari si trovano e quelli per chi è in cassa integrazione no”.