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Genova come Tirana, il restyling delle “lavatrici” di Pra’ passa anche attraverso i colori fotogallery

Si inizierà con alcune torri e zone condivise, poi potranno fare la loro parte anche gli inquilini. L'idea, sposata dal Comune e sponsorizzata dalla Boero, nasce dalla tesi di laurea di un ex studentessa di architettura

Genova. Chissà che cosa ne penserà Aldo Luigi Rizzo, l’architetto che firmò il complesso di edilizia residenziale pubblica noto come “Le Lavatrici” nel rione di Ca’ Nova, nel quartiere di Pra’. La struttura multipiano, sorta tra il 1980 e il 1989, presto sarà oggetto di un intervento di riqualificazione basato sull’uso del colore.

Entro settembre 2019 alcuni blocchi di edifici vedranno dipingersi di rosso, verde, blu e giallo alcune componenti, dalle torri ai corpi scala. Il progetto, sostenuto dal Comune di Genova nell’ambito di una più ampia ristrutturazione delle “barre alte” di alcuni edifici totalmente di proprietà pubblica, nasce dall’idea di una giovane architetto, Maria Elisa Marini, che nel 2013 lo aveva pensato come tesi di laurea, ed è reso possibile dal gruppo industriale Boero, che ha messo a disposizione gratuitamente i colori come partner tecnico. I lavori di ristrutturazione sono già in corso ma la tinteggiatura avverrà alla fine. (i civici interessati inizialmente saranno quelli dal 14 al 24 in via Cesare Pavese e quelli dal 17 al 27 in via Vittorini, e in tutto 162 appartamenti).

Alla presentazione oltre all’architetto Maria Elisa Marini, anche il sindaco di Genova Marco Bucci, l’assessore comunale al Patrimonio Pietro Piciocchi e Adreina Boero, presidente del gruppo nato a Genova, dove ha tuttora sede legale, ma il cui stabilimento è stato trasferito ormai alcuni anni fa da Molassana a Tortona.

Piano Colore per le

“Questa iniziativa è importante per migliorare l’aspetto estetico del quartiere – afferma il sindaco Marco Bucci – sarà un biglietto da visita gradevole per chi arriva a Genova dal mare o dal cielo, oltre che un miglioramento per chi abita in quelle case, ma è un progetto importante anche perché è stato condiviso con i residenti delle Lavatrici”.

In futuro, infatti, gli stessi abitanti potranno far dipingere – però a loro spese – l’interno dei caratteristici terrazzi con le finestre a forma di oblò da cui deriva, appunto, il nome di Lavatrici. “Abbiamo parlato con gli inquilini – spiega l’architetto Maria Elisa Marini – e abbiamo proposto a loro di scegliere la sfumatura di colore che avrebbero preferito”. Se in futuro dovessero ridipingere i loro spazi, l’impatto sul quartiere sarebbe ancora più forte. “Io spero che rispondano positivamente – dice l’assessore Piciocchi – personalmente credo che più colore ci dovesse essere, tanto meglio sarà, inoltre mi piacerebbe che questa soluzione fosse presa a modello per altri edifici dove oggi purtroppo domina il grigio”.

“Il colore è importante anche da un punto di vista terapeutico – dice Andreina Boero – da genovesi siamo felici di collaborare alla rinascita della città, in passato siamo intervenuti in centro come su palazzo San Giorgio, la stazione marittima o via San Vincenzo, questa volta possiamo farlo anche in una zona periferica”.

Piano Colore per le

Genova non è certo la prima città a puntare sul colore per riqualificare quartieri popolari. Basti pensare all’operazione promossa a Tirana, in Albania, dall’ex sindaco Edi Rama, che ha ridipinto le case del quartiere Biloku, palazzoni in stile razionalista tipiche delle città sotto influsso sovietico. Ma anche ad alcune zone di Rio de Janeiro, in Brasile, o persino ai lotti di Tor Marancia, a Roma.