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Demolizione ponte Morandi, Ona e Liberi cittadini di Certosa presentano esposto per il rischio amianto e chiedono stop a uso esplosivo

L'osservatorio nazionale amianto è al fianco del comitato di cittadini nella battaglia per la salute e annunciano che si costituiranno parte civile

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Genova. Il comitato ‘Liberi Cittadini di Certosa’ sostenuto dall’Ona, osservatorio nazionale amianto, e assistito e difeso dal suo presidente, Ezio Bonanni, ha presentato questa mattina alla procura di Genova un esposto sul potenziale rischio amianto e presenza di polveri nocive in relazione al crollo di ponte Morandi e quindi anche un provvedimento interdittivo dall’uso di esplosivo.

“L’amianto è nocivo anche a basse dosi e anche poche fibre possono essere mortali – dice Bonanni – Per questo motivo abbiamo chiesto la valutazione del rischio e procedure rigorose per i lavori di abbattimento dei tronconi rimasti e delle abitazioni sottostanti per evitare altre aerodispersioni, l’esplosione del calcestruzzo libera comunque silice cristallina e numerose sostanze tossiche assorbite negli anni particolarmente elevate per la quantità di polveri e macerie prodotte. Ci attendiamo che il procuratore della Repubblica di Genova interdica l’utilizzo di cariche esplosive per l’abbattimento per verificare prima la presenza di amianto e di altre sostanze tossiche e l’indice di aerodispersione delle fibre, e soprattutto attinga dei campioni dai rifiuti e dai materiali vari anche non ancora demoliti”.

Per queste motivazioni è stato chiesto un incontro urgente al procuratore capo Francesco Cozzi, affinché, “in qualità di titolare delle indagini, contempli il rischio amianto tra le ipotesi accusatorie, con riferimento alla normativa sugli ecoreati (legge 68/2015), e in ogni caso avvii le necessarie verifiche e soprattutto interdica comportamenti pericolosi per la collettività”. Il comitato Liberi Cittadini di Certosa e l’Ona ricordano che nelle immediate vicinanze sono presenti scuole ed asili nidi frequentati da circa 1050 alunni in età prescolare e scolare.

Arpal e, di conseguenza, la struttura commissariale – ma anche i periti della procura di Genova – analizzando i monconi del ponte e le parti cadute hanno più volte spiegato che nella struttura non è presente amianto. La sostanza nociva si trova invece in alcuni edifici sottostanti la pila 10 e 11 e per questo si prevede una bonifica preventiva prima dell’uso di esplosivo per demolire il moncone est. La richiesta del provvedimento interdittivo però riguarderebbe anche la pila 8, sul moncone ovest, per la cui demolizione si è riunita stamani in prefettura la commissione esplosivi.