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Demolizione ponte Morandi, Bucci: “Giù un’altra trave la prossima settimana”. In forse l’uso di esplosivo sulla pila 8

E questa volta "niente grandi inviti", promette il sindaco-commissario

Genova. Dopo la buona riuscita dello smontaggio e del trasporto a terra del tampone 8 del troncone ovest del viadotto Polcevera, la prossima trave “gerber”, quella tra le pile 6 e 7, sarà protagonista di un’operazione gemella nella settimana tra il 18 e il 24 febbraio. A fornire i dettagli sul cronoprogramma è stato questa mattina il sindaco di Genova e commissario straordinario per la ricostruzione Marco Bucci.

“Si procede spediti – dice – la prossima settimana, ma questa volta abbiamo deciso di non indicare un giorno preciso, si smonterà quella trave”. Per questo, in queste ore, le aziende incaricate dei lavori di demolizione di ponte Morandi, stanno operando in maniera propedeutica all’imminente operazione. “Per calare l’impalcato – spiega Bucci – è necessario abbattere una fetta dell’edificio di Ansaldo, che si trova proprio sotto il ponte”.

Per il prossimo smontaggio non sarà necessario chiudere alcuna strada. “Non ci saranno chiusure, e non ci saranno inviti ad autorità, questa volta, anche se sono convinto che anche dare concretezza ai rapporti istituzionali sia importante”, ha concluso il sindaco-commissario riferendosi al sopralluogo del premier Giuseppe Conte e del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli.

Bucci ha anche spiegato che, dato il buon esito dello smontaggio della trave 8, si potrebbe “rivedere l’utilizzo dell’esplosivo sulla pila 8”. “Non è ancora una decisione presa – dice – ma si potrebbe valutare di smontarla, tagliandola in questo caso verticalmente, in modo meccanico”. A oggi, ricorda, “solo per le pile 10 e 11, sul fronte est del viadotto, è inevitabile l’utilizzo di microcariche, mentre sulla parte ovest sono in ogni caso escluse sulle pile dalle 7 alla 1”.

Intanto, visto il profilarsi di tempi lunghi per l’incidente probatorio e in generale per l’inchiesta sul crollo del ponte, il sindaco-commissario ribadisce: “I tempi della giustizia non porteranno conseguenze, sicuramente, sulle operazioni sul moncone ovest, mentre sulla parte est sono certo che troveremo le soluzioni per andare avanti nel rispetto delle esigenze dell’inchiesta”.