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Demolizione pila 8, cadute nel vuoto e trincee per testare gli effetti dell’abbattimento con esplosivo

Intanto, entro la settimana, giù la trave 6. A levante la costruzione delle torri di supporto procede a piccoli passi

Genova. Semplice, eppure complesso, come un esercizio di fisica a scuola. Dai circa 45 metri di altezza della pila 8 di ponte Morandi, nelle prossime ore, sarà fatto cadere un peso significativo per iniziare ad analizzare la propagazione delle onde del terreno quando scatterà l’abbattimento tramite esplosivo, probabilmente nel weekend del 9 e 10 marzo.

Quella delle vibrazioni che scaturiranno dal collasso controllato della pila è una delle questioni irrisolte che hanno spinto la commissione esplosivi a incontrarsi nuovamente il 4 marzo. Nel frattempo Siag, la società specializzata in demolizioni con esplosivo, e le altre aziende procederanno sotto la struttura con dei carotaggi di simulazione di uno scavo che possa arginare, per sicurezza, le onde propagate. In sostanza, l’esperimento a modello delle prossime ore sarà una sorta di riproduzione in scala.

Altro problema da valutare, ancora, è quello della dispersione delle polveri. Esistono varie tecniche, come quella dell’utilizzo di vapore acqueo per farle precipitare a terra, ma questi dettagli non sono ancora stati resi noti. Per la demolizione saranno utilizzate 300 microcariche, per 200 chili di dinamite, posizionate in 8 diversi punti – in sezione – della pila 8.

Generica

Nel frattempo si preparano le strumentazioni (gru e strand jack) per calare la trave tampone numero 6, la terza a essere calata a terra. Il tutto avverrà entro la settimana, come da cronoprogramma. Questa volta non ci sono strutture che interferiscono sotto l’impronta della trave (anche se proseguono le demolizioni del vicino capannone della ex Garbarino). Non ci saranno chiusure di strade.

Sul fronte levante, in zona Piazza d’Armi – al Campasso – si lavora al terrapieno con la bonifica subordinata alla definizione della sistemazione del terreno di scavo, mentre in via Porro – nelle case di chi non ha intenzione di effettuare il quarto ingresso – avrà inizio l’attività di sgombero. Ancora, se non in alto mare, comunque in fase non troppo avanzata, la costruzione delle torri provvisorie che dovrebbero servire a rinforzo della pila 10 e 11. I cantieri sono ancora relativi all’esecuzione delle fondazioni. Si tratta, va detto, del lavoro più impegnativo visto che le torri sono di fatto dei semi prefabbricati. L’obbiettivo del sindaco-commissario Bucci, però, è quello di velocizzare il tutto in modo da poter riaprire via Fillak il più presto possibile.