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Cinque tonnellate giù dalla pila 8 per capire cosa succederà al calcestruzzo del Morandi quando sarà fatto esplodere

Misure di controllo per valutare il propagarsi dell'onda d'urto, la demolizione della struttura prevista per il 9 marzo

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Genova. Oggi, 26 febbraio, al fine di valutare le caratteristiche e le proprietà del terreno su cui insiste l’area di cantiere e per misurare l’intensità delle vibrazioni connesse alle operazioni di demolizione, è stata eseguita una prova di caduta di un blocco di calcestruzzo (New Jersey di guardavia) del peso di circa 5 tonnellate che era stato mobilizzato a partire dall’impalcato della pila 8. Il video e le immagini sono forniti dalle aziende coinvolte nell’opera di demolizione.

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Il blocco, in caduta libera, ha impattato sul suolo e la misurazione delle vibrazioni è stata eseguita utilizzando 5 vibrometri disposti a distanze scalate alla verticale d’impatto. Successivamente un altro blocco è stato fatto cadere su un “letto stabilizzato” composto da uno strato di materiale inerte sull’area di caduta.

Il test è stato effettuato utilizzando un mezzo meccanico posizionato a terra che ha tirato la barriera New Jersey mediante un cavo d’acciaio (lunghezza 60 metri e portata di 10 tonnellate) fino a farla cadere dall’impalcato.

Il professor Claudio Oggeri del DAT (Dipartimento Ingegneria Ambiente Territorio e Infrastrutture del Politecnico di Torino) ha dichiarato:”Non appena saranno disponibili le elaborazioni dei dati potrà essere affinato un modello predittivo per eventi più severi”.