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‘C’è da fare’, la canzone di Paolo Kessisoglu per la città ferita dal crollo. “Non è solo una canzone”

"Un progetto di rigenerazione che ha preso forma grazie alla collaborazione di 25 cantanti italiani"

Genova. “C’è da fare”, la canzone per Genova composta da Paolo Kessisoglu il giorno stesso del crollo del ponte Morandi, è stata presentata in anteprima alla stampa a Milano, nella sede della Sony, la casa discografica che ha prodotto il cd, giovedì 21 febbraio, alla presenza di Barbara Grosso, assessore alle politiche culturali del Comune di Genova, Ilaria Cavo, assessore alla cultura della Regione Liguria e Tito Gherardi dell’associazione Occupy Albaro.

«Questa non è solo una canzone – ha raccontato Paolo Kessisoglu -, è un’idea, un concetto, il desiderio di rimboccarsi le maniche dopo quello che è accaduto, di fare qualcosa di concreto. È un progetto di rigenerazione che ha preso forma grazie alla collaborazione di 25 cantanti italiani, 25 amici, che hanno donato il loro tempo e la loro professionalità per aiutare Genova a rialzarsi dopo il crollo del ponte Morandi».

Il brano sarà acquistabile da domani, venerdì 22 febbraio, su tutte le piattaforme digitali, nei punti vendita la Feltrinelli, su ibs.it e negli store e i proventi saranno destinati a un progetto mirato alla riqualificazione territoriale e alla migliore vivibilità della Valpolcevera.

«Ringrazio Paolo Kessisoglu, Occupy Albaro, i 25 artisti che hanno cantato per Genova e lo sponsor Oro Saiwa per aver realizzato questa iniziativa – ha commentato l’assessore alle politiche culturali del Comune di Genova Barbara Grosso -. È una luce in più che si accende per illuminare un momento tragico della nostra città. I proventi di questo progetto confluiranno in un progetto più grande di riqualificazione, il “Quadrante della Valpolcevera”, che vedrà la realizzazione di aree pubbliche, sportive, culturali e sociali».

Devolvere per riqualificare è l’idea forte di questo progetto e Tito Gherardi, uno dei fondatori di Occupy Albaro, ha spiegato: «Quando abbiamo ricevuto da Paolo l’indicazione di pensare a cosa si sarebbe potuto realizzare con i proventi della canzone, abbiamo contattato il Comune e la Regione perché vorremmo che venissero usati per realizzare un centro sportivo per i bambini al Campasso, dove lo scrittore genovese Riccardo Gazzaniga ha raccontato che proprio lì, nella vecchia piazza d’Armi, nel 1893 il Genoa ha iniziato la sua storia. Ecco, vorremmo che rimanesse qualcosa per sempre».