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Baistrocchi, un successo: al Teatro Verdi oltre cento spettatori rimasti fuori foto

Un segnale anche per la comunità sestrese e il suo teatro. I gestori avevano lanciato l'allarme alle istituzioni tempo fa: rischio chiusura

Genova. Un crescendo, vista la quantità di gente che non è potuta entrare al Teatro Verdi di Sestri Ponente in occasione dell’ultima replica dello spettacolo Su e giu per le scale. “Circa 150”, racconta Paolo Colombo, giornalista della 7 che, tornato a Genova per seguire le vicende legate al ponte Morandi, quest’anno si è messo in gioco salendo sul palco.

“Siamo dispiaciuti per non aver potuto accontentare tutti – dice il presidente della Bai Osvaldo Olivari – a saperlo avremmo aggiunto un terzo fine settimana”.

Dopo le rappresentazioni a Camogli e al Politeama Genovese, i due fine settimana trascorsi a Sestri Ponente sono stati praticamente tutti sold out. Un segnale anche per la comunità sestrese e il suo teatro. I gestori (Grg srl) avevano lanciato un grido di allarme alle istituzioni tempo fa: il teatro è a rischio chiusura. Il fatto che il parcheggio sotterraneo proprio davanti alla sala non resti aperto la sera o la domenica pomeriggio, scoraggia chi vuole raggiungere il Verdi, vista la cronica carenza di posti auto nei dintorni, inoltre la viabilità sestrese era andata in crisi dopo il crollo del ponte Morandi. Risultato: un calo del 50% degli spettatori. Il successo della Bai però dimostra anche che un titolo di richiamo possa far alzare le persone dal divano di casa per andare a teatro.

“A Genova c’è ancora posto per un teatro come il Verdi – sostiene Olivari – considerando che il Carlo Felice ha costi inavvicinabili, potrebbe diventare uno spazio per il musical oltre al Politeama”. I 400 posti a sedere, un bel palco, con la possibilità di aprire anche la galleria nel caso ne valga la pena (al momento è chiusa perché servirebbero ulteriori spese per la sicurezza, con la presenza dei vigili del fuoco).

Intanto la Baistrocchi si gode il successo con una trasferta milanese: “Andiamo a vedere il musical Priscilla e la compagnia I Legnanesi», annuncia Colombo. “Facciamo vedere ai nostri ragazzi com’è il mondo fuori Genova – scherza Olivari, che vede in questi musical un modo per far capire come lavorare in vista dell’anno prossimo, proseguendo sulla strada di svecchiare la Bai – quest’anno siamo andati oltre all’avanspettacolo con più canzoni e uno stile più giovanile, è questa la via giusta”. Una via per proseguire questa tradizione genovese che è giunta ormai al 106esimo anno di attività.