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Ansaldo Energia, domani il rientro a Campi 1, costi per decine di milioni

Genova. “Ad oggi abbiamo sostenuto costi per alcune decine di milioni di euro tra la rilocalizzazione di una parte della produzione, perdita di produttività”. Alla vigilia della riapertura della navata di Campi 1, la parte di stabilimento che era stata dichiarata interdetta con il crollo del ponte Morandi, per Ansaldo Energia è il momento di fare i conti del danno economico subito. 

Ansaldo Energia sotto ponte Morandi

Tra le problematiche di questi mesi, infatti, i costi supplementari sono stati particolarmente ingenti, sia per il blocco di quella parte di stabilimento dedicata alle attività di assemblaggio finale delle turbine che, era consentito solo con l’autorizzazione e il coordinamento di Protezione Civile e Vigili del Fuoco, che per la logistica dei dipendenti. 

“Le 2700 persone che quotidianamente vengono in Ansaldo Energia  – spiega Luciano Maria Gandini, responsabile comunicazione dell’azienda – nei mesi di Agosto e Settembre hanno avuto grossi problemi per raggiungere il loro posto di lavoro e l’azienda ha dovuto attivare tutta una serie di provvedimenti, come le navette da metropolitana e stazioni ferroviarie, c’è sono state, ovviamente, costi molto importanti”.

“Anche solo non avere a disposizione la mensa principale – continua ti ha – per un sito produttivo come questo, che eroga migliaia di pasti su tre turni lavorativi, compreso quello notturno, è chiaro che sono state tutte difficoltà che sommate, una a una, diventano una spesa particolarmente significativa. Noi ora aspettiamo buone notizie anche per quanto riguarda i costi sostenuti”.

Resta, invece, ancora interdetta la palazzina degli uffici delle ingegnerie, che rimane subito sotto il viadotto e che rimane ancora inagibile. “Quella palazzina, subito sotto ponte Morandi – sottolinea Gandini – è area di cantiere e non sappiamo ancora quando e come ci sarà restituita. Ospitava 350 dipendenti su 7 piani di ufficio, che ora lavorano in una palazzina in affitto a Sestri Ponente, ma speriamo di avere presto bune notizie anche da questo punto di vista”.

Resta comunque positivo il giudizio e i confronti delle istituzioni che hanno fatto fronte a questa emergenza. “Secondo noi le istituzioni hanno fatto veramente tutto quello che era possibile fare, e anche noi, come Ansaldo Energia, abbiamo dato tutta la nostra disponibilità e messo a disposizione le nostre competenze. Dal 14 agosto a oggi abbiamo, comunque, mantenuto la continuità operativa assoluta – conclude Gandini – realizziamo impianti in mezzo ai deserti, abbiamo le spalle larghe per gestire anche emergenze come questa”.