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Amiu acquisirà il 2% di Aral, la società dei rifiuti alessandrina, e conferirà 50 mila tonnellate di spazzatura all’anno in Piemonte

Ma da parte dell’opposizione sono state sollevate numerose critiche

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Genova. Il consiglio comunale di Genova ha approvato a maggioranza (sì di Lega, Vince Genova, Noi per l’Italia, Fdi e Fi, no di lista Crivello, M5S e PD, astensione di Chiamami Genova) la delibera che dà il via libera all’ingresso da parte di Amiu, la partecipata che si occupa della gestione dei rifiuti, nel capitale di Aral, azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti in provincia di Alessandria.

L’operazione sarà determinante per salvare l’azienda piemontese e anche se Amiu investirà una piccola cifra: 7 mila e 700 euro per il 2% del capitale, da parte dell’opposizione sono state sollevate numerose critiche.

Lista Crivello, Pd, M5S e Chiamami Genova hanno fatto presente che la manifestazione d’interesse per l’acquisizione di azioni risaliva al dicembre scorso ma la delibera è stata presentata dalla giunta in commissione solo un giorno prima rispetto alla discussione in consiglio.

In base all’operazione Genova conferirà nella discarica di Aral a Castelceriolo (Alessandria) parte dei rifiuti prodotti nel territorio comunale, circa 50 mila tonnellate all’anno, fino al 2023. E qui scatta la critica di merito da parte della minoranza: in teoria, in base al piano industriale di Amiu, l’emergenza rifiuti dovrebbe chiudersi nel 2020.