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Aborto, consiglio regionale approva mozione per “aiutare le donne a superarne le cause”, critiche dell’opposizione

Inserito un emendamento sul principio di autodeterminazione della donna, ma convince poco M5S e centrosinistra

Genova. La proposta nella mozione di Fratelli D’Italia in consiglio regionale, a prima firma del consigliere e medico Matteo Rosso, non è proprio “contro” l’aborto ma a favore di una parte della legge 194/78, sull’aborto, che aiuta le donne a superare eventualmente la causa dell’aborto. La mozione è stata votata a maggioranza questa mattina in via Fieschi. Il documento impegna la Giunta Toti a “attuare la parte a tutela della maternità della legge 194 per salvaguardare la vita”. Sono stati 17 i voti favorevoli (centrodestra), 6 i contrari (Pd) e 5 gli astenuti (M5S e Rete a Sinistra-LiberaMente Liguria).

“Ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne”, ha detto il capogruppo di FdI Matteo Rosso. Peraltro, applicare la legge in toto prevederebbe anche una maggiore presenza di medici non obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche sanitarie. Tant’è.

Per Alice Salvatore (capogruppo M5s, che si è astenuto) “la legge 194 non si esaurisce nel testo deficitario della mozione, che tralascia il principio di autodeterminazione della donna e non garantisce la presenza in tutti i presidi ospedalieri del personale medico non obiettore di coscienza” mentre per il capogruppo Pd Giovanni Lunardon “da parte della Giunta Toti non c’è la volontà di applicare la legge 194 in toto. La mozione non richiama il principio di autodeterminazione della donna, vuol fare strumentalizzazione politica, valorizzare consultori senza dare risorse”. Per Giovanni Pastorino, capogruppo Rete a Sinistra-LiberaMente “ogni legge e’ un unicum, non si può spacchettare. L’ultima riorganizzazione dei consultori liguri ha provocato un disastro tagliando risorse e rimanendo passiva contro le carenze di personale. Bisogna aumentare la capacità di risposta dei consultori pubblici portandoli a uno ogni 20 mila abitanti come previsto dalla legge”.

Approvato un emendamento inizialmente presentato dal Pd poi ripresentato da Liguria Popolare per garantire l’applicazione del principio di autodeterminazione della donna. Respinto un emendamento del M5S per potenziare la rete dei consultori pubblici.

“Valorizzare uno degli aspetti della legge 194 in relazione al sostegno della maternità non significa in alcun modo mettere in discussione l’autodeterminazione della donna rispetto all’interruzione volontaria di gravidanza. Si tratta di un aspetto della legge che non ha avuto piena attuazione, è stato un vulnus della nostra societa’ negli ultimi anni”. Lo ha detto la vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale in aula durante la discussione sulla mozione ‘pro vita’ presentata da FdI e votata dalla maggioranza.