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Vigili del Fuoco denunciano Salvini per ‘porto abusivo di divisa’. Usb Liguria: “Non ha rispetto”

La 'strategia comunicativa' del ministro dell'interno non è gradita

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Genova. Felpe, magliette, berretti e selfie. Questo è lo stile Salvini, che negli ultimi tempo ha anche ‘preso l’abitudine’ di indossare le divise dei corpi di cui il ministero che rappresenta pro tempore è a capo.

Una scelta che se per alcuni è vista come vicinanza, per altri è segno di mancanza di rispetto e strumentalizzazione politica. Sono di questo avviso parte dei Vigili del Fuoco, quelli rappresentati dal Unione sindacale di Base, che hanno deciso di denunciare ‘il loro capo’.

«Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929».

Questo è l’articolo del codice penale, il 497-ter, chiamato in causa dal sindacato: «Perché – si chiede – tanta voglia di indossare divise se poi non le si onorano con atti tangibili? È sotto gli occhi di tutti – aggiunge – che soprattutto noi vigili del fuoco, amati da tutti, usciamo dall’ultima Finanziaria senza l’ombra di un soldino in tasca e rimaniamo con l’ultimo contratto che non ha nulla di normativo».

“E’ chiaro che vedere persone che indossano delle divise che non rispettano, solamente per una questione di immagine, da molto fastidio – spiega Davide Palini, coordinatore regionale Liguria – è un politico e lo fa solo per una questione di immagine, anche perché, per quanto ci riguarda, oltre alle promesse non è arrivato molto per i Vigili del Fuoco: siamo sotto organico, mancano determinate coperture assicurative e, per quanto riguarda la Liguria, stiamo assistendo alla privatizzazione dell’Elisoccorso, che porterà danni a tutti i cittadini”.

“Quando il ministro è venuto a Genova – sottolinea – gli abbiamo consegnato in mano un documento con delle necessità precise, per poter garantire la sicurezza di un territorio mai come oggi fragile. Ad oggi non abbiamo avuto risposte”. Solo selfie.