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Sicurezza e strade, Corso Europa cade a pezzi. Crepe e buche sulla arteria costruita negli anni 60 fotogallery

La principale arteria del levante cittadino non ha proprio un aspetto rassicurante

Genova. Crepe che attraversano le carreggiate, asfalto che cede e sprofonda, buche in mezzo alla strada. Così si presenta Corso Europa, l’asse viario fondamentale per il levante genovese. E non solo.

Le segnalazioni arrivano proprio da chi quella strada la percorre ogni giorno, e ogni giorno assiste ad un lento ma progressivo deterioramento del piano stradale. Siamo andati a verificare, e la situazione è tutt’altro che rassicurante.

Fin dall’inizio della strada, dopo Corso Gastaldi, è facile notare profonde e lunghe crepe che affondano nell’asfalto. Ma non solo: in più punti il manto stradale sembra essere in fase di cedimento, con diverse depressioni, e conseguente sfarinamento della copertura.

Fino all’incrocio con via Scribanti, nei pressi dell’ingresso del Policlinico San Martino, è un susseguirsi di buche e crepe che stanno emergendo lungo i giunti della strada: come è noto l’infrastruttura in molte sue parti corre su opere sopraelevate, e senza poter ovviamente giudicare la stabilità del manufatto, quello che emerge può destare inquietudine.

Corso Europa è una vera e propria “autostrada urbana”, costruita negli anni 60 su tre corsie per senso di marcia, che collega il centro cittadino con Nervi, attraversando quelli che un tempo erano paese e frazioni collegati solamente da tortuose strade risalenti ad antichi tracciati.

Oggi è percorsa ogni giorno da migliaia di auto, moto e bus, senza dimenticare i mezzi pesanti spesso diretti verso il casello di Quarto: già in passato ci siamo occupati di verificare lo stato di salute, per lo meno visiva, di alcuni suoi ponti, con documentazione non proprio rassicurante.

L’infrastruttura viaria inizia ad avere i suoi anni, e li dimostra tutti: coeva di Ponte Morandi, garantisce la ‘sopravvivenza viaria’ di Genova. Forse sarebbe il caso di approfondire il suo stato di salute ed intervenire, prima che diventi una vera emergenza.