Reclutavano mercenari per la guerra in Donbass: la procura chiede il processo per gli arrestati - Genova 24
Inchiesta '88'

Reclutavano mercenari per la guerra in Donbass: la procura chiede il processo per gli arrestati

Sono accusati di reclutamento e finanziamento di combattenti

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Genova. Sono stati arrestati all’inizio di agosto nell’ambito dell’inchiesta del Ros denominata “88” e coordinata dalla dda di Genova sul reclutamento di mercenari per la guerra in Donbass accanto alle truppe filtrasse e oggi il sostituto procuratore Federico Manotti ne chiede il rinvio a giudizio.

Si tratta di Antonio Cataldo, già arrestato in Libia nell’estate 2011 dalle forze di sicurezza dell’allora regime con due connazionali che lavoravano come contractors, e accusato di aver preso parte ai combattimenti nel Donbass dietro corrispettivo di denaro e di aver reclutato mercenari. Olsi Krutani, cittadino albanese sedicente ex ufficiale delle aviotruppe russe, istruttore di arti marziali, operatore informatico, accusato di aver reclutato mercenari da inviare in teatro di conflitto in Ucraina e Vladimir Vrbitchii, detto ‘Parma‘, operaio di origine moldava, aspirante legionario, accusato di aver preso parte ai combattimenti lungo il confine russo-ucraino dietro corrispettivo di denaro.

L’inchiesta era stata avviata nel 2013 nell’ambito dell’area skinhead ligure. Il sostituto procuratore Federico Manotti aveva chiesto e ottenuto l’arresto anche di altre tre persone che sono irreperibili perché ancora in Ucraina. Si tratta della «mente» della presunta banda, Andrea Palmeri, ultrà di Lucca di estrema destra; Gabriele Carugati, detto «Arcangelo», ex addetto alla sicurezza di un centro commerciale in Lombardia, figlio di Silvana Marin, ex dirigente della Lega a Cairate (Varese); e Massimiliano Cavalleri, detto «Spartaco», nato a Brescia, neo fascista.

I tre arrestati (solo Cataldo è ancora in carcere a Marassi in quanto recidivo specifico, gli altri due sono ai domiciliari) sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al reclutamento e al finanziamento di mercenari combattenti. Oltre agli arrestati gli indagati sono una quindicina. Lo stralcio si è reso necessario proprio per la misura a cui sono sottoposti i tre.

Cataldo si è sempre difeso dicendo di essere andato a combattere come volontario ma si non aver mai ricevuto compenso.

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