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Ponte Morandi, il contratto “unico” fa sfilare le gru di Vernazza. Oggi la firma a palazzo Tursi

C'è attesa anche per la presentazione di un progetto definitivo del nuovo ponte e - a 5 mesi dal crollo - di quello completo per la sua demolizione

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Genova. La prossima settimana avrebbero dovuto “venire giù” i primi pezzi del Morandi, ma gli unici pezzi a saltare – finora – potrebbero essere quelli della cordata di aziende coinvolte nella demolizione e ricostruzione del ponte. Tutte due le partite, sì, visto che il contratto che sarà firmato oggi alle 16 (ma non da tutti) sarà “unico”.

La prospettiva di penali troppo pesanti da pagare in caso di ritardi nei lavori ha frenato Vernazza, uno dei nomi “genovesi” del team che è stato chiamato a smantellare il viadotto Polcevera. Le gru della società, al momento, sono già nei cantieri ma la stessa sarebbe pronta a sfilarsi per non rischiare un vero e proprio crac in caso di mancato rispetto dei tempi. Anche Ireos, società di bonifiche con sede a Genova, sarebbe in bilico. Nella fase della negoziazione un’altra azienda del territorio, Carena, aveva preferito non partecipare alla partita.

Che ci fosse qualche perplessità sul contratto di affidamento dei lavori, la cui bozza era stata oggetto di una affollata e tesa riunione, una settimana fa, in una stanza del Comune di Genova, lo si era capito: in quell’occasione, alla fine dell’incontro, stonavano l’entusiasmo del sindaco commissario Bucci per la quadra trovata sull’accordo “unico” e l’atmosfera di dubbio che aleggiava invece tra tecnici e legali delle varie aziende. Alcuni parlavano di un contratto “anomalo”. C’è da dire che Vernazza, o chi la seguirà, ha tutto il diritto e la ragionevolezza di non accettare un troppo alto rischio d’impresa.

Restano in pista Fagioli, Omini e Ipe – per quanto riguarda la demolizione – e Salini Impregilo con Fincantieri e Italferr. Oggi pomeriggio alla firma del contratto potrebbero esserci anche i vertici di queste ultime realtà. Chi ci sarà, anche se per ruolo di supervisore “morale” di tutta l’operazione, sarà l’architetto genovese Renzo Piano, sulla cui idea di ponte è stato elaborato il progetto del nuovo viadotto Polcevera. Progetto che, ricordiamo, non è ancora definitivo né esecutivo. Così come manca, a oltre 5 mesi dal crollo del ponte, anche il piano completo per la sua demolizione.