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Ponte Morandi, ecco le “strand jack”, primo taglio più vicino

Proseguono a pieno ritmo le operazioni per il primo taglio sul lato ovest di Ponte amorandi. Ma non manca qualche preoccupazione per gli effetti sulla salute del cantiere. E oggi i cittadini segnalano una misteriosa sostanza blu sui terreni attorno al ponte

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Genova.  Da un lato gli strand jack, i pistoni idraulici già utilizzati nelle operazioni di demolizione della concordia, che hanno il compito di sollavare e portare a terra le sezioni tagliate, che iniziano ad essere posizionati nell’area a loro destinata, dall’altro le strutture necessarie a ciò che in gergo tecnico viene definito “cravattamento”, ossia una fasciatura della pila. Sono questi i segnali che fanno pensare a un avvio, ormai imminente, delle operazioni di taglio della pila 8, la prima struttura di Ponte Morandi che sarà demolita.

Ponte incravattamenti e strand jack

Attorno al cantiere, quindi,  si lavora senza sosta per preparare il primo taglio della struttura. Dalle 6 di ieri, fino alle 23.59 di domani, resta  chiusa al traffico, anche pedonale, via 30 giugno 1960, per permettere una migliore operatività dell’area. In queste ore, infatti, vengono anche effettuate nuove prove di carico con i carrelli radiocomandati già entrati in azione qualche nelle scorse settimane e il via libera sulla stabilità di quella parte di moncone permetterà di procedere con la rimozione dell’asfalto e altre azioni di alleggerimento. Alla fine di questi passaggi, l’impalcato della parte ovest potrà essere gradualmente smontato e portato a terra.

“I nostri uomini lavorano senza sosta a 45 metri dal suolo nel cantiere lato ovest di #pontemorandi – ha scritto ieri il sindaco Bucci su Facebook – La grande gru ha portato in quota i contrappesi e gli strand jack. La messa in sicurezza della pila 8 ci permette di proseguire con la scarifica dell’asfalto e il taglio delle carpenterie.

Ma, accanto a questa parte più prettamente operativa bisogna registrare anche la preoccupazione dei cittadini per i lavori di demolizione. Ieri, infatti, c’è stata un’assemblea pubblica nella scuola media Caffaro, per fare il punto della situazione dal punto di vista degli aspetti sanitari, ambientali e legali. “Domani farò un accesso agli atti chiedendo al Commissario Bucci di farmi visionare lo studi di valutazione del rischio – scrive la capogruppo del Pd, in Comune, Cristina Lodi – che lui stesso deve aver preteso da parte di chi demolisce . Lo studio non va in deroga al condice degli appalti perché  sulla salute dei cittadini non sono previste deroghe”.

Una preoccupazione che, questa mattina, si è concretizzata con un post su Facebook nel gruppo oltre il ponte c’è. “A pochi passi dalle nostre case – scrivono – stanno cospargendo il terreno di sostanze blu. È una sostanza inertizzante? Servono per trattenere polveri sottili e fibre di amianto delle macerie del ponte? Non siamo chimici, non siamo tecnici delle bonifiche, siamo cittadini che vogliono delle risposte”.