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Policlinico San Martino, il robot Da Vinci compie un anno

220 gli interventi chirurgici eseguiti dallo strumento di ultima generazione che tanti benefici comporta ai pazienti

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Genova. Era il 22 gennaio del 2017 quando sul “pianeta” Monoblocco atterra quello che a tutti gli effetti appare come un robot marziano. Un ragno meccanico, a prima vista, che a dispetto della sua forma aggressiva e moderna, ha ingentilito le tecniche chirurgiche, permettendo di intervenire con maggiore efficacia su pazienti affetti da varie patologie.

220 gli interventi chirurgici o meglio, i “capolavori”, prodotti dal ROBOT ‘DA VINCI’, che non a caso porta il nome dell’illustre scienziato italiano, che rivoluzionò la sua epoca. L’Ospedale Policlinico San Martino ha deciso di celebrare il suo primo anno di robotica con un video realizzato da Studio 2020, che ne racconta pregi e utilità, in maniera chiara attraverso le testimonianze dei professionisti che nel quotidiano manovrano e sfruttano il potenziale del robot.


Il progetto regionale, supportato da ALISA, offre la possibilità di effettuare interventi con tecnica robotica nella sala operatoria del San Martino ai chirurghi di tutta la regione, purché abbiano superato uno specifico training ed acquisito le necessarie certificazioni. Finora ad avvicendarsi sono stati soprattutto i professionisti del San Martino e del Gaslini ma sono in corso di valutazione diverse richieste da altri ospedali per professionisti che nel 2018 hanno acquisito la certificazione per partecipare al progetto.


I principali pregi del robot? Fa leva su movimenti chirurgici più precisi e dunque meno invasivi. Rimuove tumori con maggiore precisione e delicatezza, riducendo al minimo le complicanze post operatorie e la durata dei ricoveri ospedalieri. Indiscutibile anche il minor dolore post operatorio percepito, rispetto alla chirurgica tradizionale. Inoltre dati alla mano, il ‘da Vinci’ ha ridotto il numero dei giorni di permanenza in ospedale dei pazienti operati, per i quali l’intervento diventa non più un dramma ma uno spiacevole imprevisto.