Polemiche sugli scout al corteo pro migranti, in un post il senso della partecipazione: "Educhiamo al rispetto e all'accoglienza" - Genova 24
Dignità e impegno

Polemiche sugli scout al corteo pro migranti, in un post il senso della partecipazione: “Educhiamo al rispetto e all’accoglienza”

“In effetti un colore un po’ partitico lo abbiamo ed è l’antifascismo, come da patto associativo"

Manifestazione Genova città accogliente 26 gennaio 2019

Genova. Sono stati la vera novità della grande manifestazione di sabato: scout e lupetti con i loro capi, le divise azzurre (insieme a quelle verdi degli scout laici), i fazzoletti sventolati ad aprire il corteo che ha visto in piazza oltre 10 mila persone. Il gruppo più numeroso quello degli scout cattolici dell’Agesci nelle varie declinazioni dei gruppi territoriali: migliaia di volti sorridenti, vivaci e, perché no, mediatici. L’Agesci Liguria solo qualche giorno fa aveva aderito ufficialmente al coordinamento Genova città aperta ma la risposta dei gruppi è stata enorme: un successo che solo l’entusiasmo dei più giovani può dare a una manifestazione per il rispetto e l’accoglienza tra cori, canzoni e cartelli colorati.

Eppure puntuali sono arrivate le polemiche sulla presenza degli scout in corteo in particolare sui social. Le critiche? “Gli scout fanno il lavaggio dei cervelli ai bimbi” che sono stati “strumentalizzati per una manifestazione politica”. Addirittura qualcuno avrebbe paragonato gli scout “ai balilla e alla gioventù hitleriana”.

In attesa di capire se l’associazione vorrà replicare alle critiche o sceglierà di tenere il profilo basso di chi più che parlare fa, a mettere i puntini sulle “i” ci ha pensato il post di un ex capo scout, con una lunga esperienza che ha partecipato “senza uniforme” alla manifestazione di sabato. Un post deciso, senza mezzi termini, che comincia con una provocazione “A tutti i genitori: pensateci bene se volete lasciare vostro figlio iscritto agli scout”.

Nel lungo post l’ex scout ricorda anzitutto i valori del patto associativo dell’Agesci, quelli che in ogni caso mettono il rispetto per la dignità umana al primo posto. E poi chiarisce: “Gli scout sono apartitici ma sono molto molto politici, nell’accezione del fare delle scelte, schierarsi e prendere posizione. La manifestazione di sabato non aveva il cappello di un partito: aveva il cappello dell’accoglienza e del rispetto della dignità degli esseri umani. Si accoglie qualunque fratello abbia bisogno di un riparo. Noi scout facciamo così. Non entriamo nella discussione politica di come gestire il seguito (ognuno può avere la propria idea), ma insegniamo ad accogliere qualunque fratello in difficoltà. Sempre”.

E ancora a proposito di scelte e colori politici: “In effetti un colore un po’ partitico lo abbiamo ed è l’antifascismo (come da patto associativo). Spero sentitamente di essere ciò che di più lontano c’è dalla gioventù hitleriana”. E chiude rovesciando la provocazione iniziale: “Se pensate che non soffochiamo, non manipoliamo, non offuschiamo la mente ai vostri figli, ma che li educhiamo all’amore, al rispetto, all’accoglienza, alla fede e alla scelta, credo che la comunità [degli scout…ndr…] sia ben felice di continuare pista, sentiero e strada coi vostri figli. Altrimenti buon viaggio”

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