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Novità dalla ricerca biomedica grazie agli sforzi dell’Università Niccolò Cusano

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È notizia di poche settimane fa che alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi e del ministro della Salute pubblica del Qatar, Hanan Mohammed Al Kawari, è stato firmato un memorandum d’intesa sulla cooperazione sanitaria tra l’Italia e il Qatar. Si tratta – rende noto l’agenzia di stampa agenpress – dell’avvio di una significativa collaborazione. L’accordo pone le basi per un’intesa operativa nel settore della salute, in particolare nelle aree della ricerca biomedica e farmaceutica grazie anche allo scambio tra i due paesi di professionisti sanitari, al fine di garantire una formazione di eccellenza.

Non si tratta di una notizia pescata casualmente dal grande calderone di agenzie che hanno chiuso il 2018. Questa notizia rappresenta e ribadisce per l’ennesima volta un’importante verità: l’Italia è un paese che può vantare nel mondo – tra le sue eccellenze – anche la ricerca biomedica.

La biomedicina è una branca della scienza medica che applica principi della biologia e delle scienze naturali alla pratica clinica per perseguire nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche. Fondamentale per la biomedicina, per la sua esistenza e per il suo sviluppo è la ricerca. E fortunatamente, anche in questo campo, l’Italia non ha nulla da imparare da nessuno. Anzi può esportare buone pratiche e know how.

Biomedicina: il ruolo della ricerca universitaria

Nel campo della ricerca biomedica la “Fondazione Università Niccolò Cusano per la Ricerca medico-scientifica” rappresenta eccellenza e avanguardia e può contare su laboratori di ultima generazione. In queste stanze – istituite all’interno del complesso universitario e su cui sono stati fatti ingenti investimenti – si lavora alla ricerca biomedica e diagnostica per la cura delle malattie rare. Sin dall’aprile del 2012, la Fondazione è attiva nella Ricerca sulla sindrome del QT Lungo (LQTS); si tratta di una patologia aritmogena su base genetica, caratterizzata da un prolungamento sull’elettrocardiogramma dell’intervallo QT (ripolarizzazione ventricolare) e dal rischio di aritmie potenzialmente letali.

Nella Ricerca medico-scientifica, la “Fondazione Università Niccolò Cusano” gioca un ruolo da top player e si dedica alla Ricerca biomedica e diagnostica per la cura delle malattie rare grazie anche a una forte campagna di sensibilizzazione a sostegno della Ricerca.

A proposito di ruoli e top player il campus romano ha trovato nel calcio un fondamentale alleato, o sarebbe meglio dire “megafono”. L’ateneo è stato infatti per diversi anni proprietario della squadra di calcio del Fondi (località in provincia di Latina, nel Lazio) per farne la portavoce della Ricerca. Dopo aver vinto la Coppa Italia della serie D e i play off con il Fondi e aver militato con risultati importanti in lega Pro, la Unicusano ha poi scelto (nel 2017 ndr) la città di Terni e la storica squadra della Ternana in serie B prima e in Lega Pro oggi, come palcoscenico per la squadra della Ricerca scientifica.

Calcio e Ricerca: lo sport come veicolo per sensibilizzare gli italiani sui temi che contano

Questo connubio tra Calcio e Ricerca rappresenta per la Unicusano uno strumento efficace per promuovere attraverso la passione per lo sport più amato dagli italiani, l’attività appassionante e importante dei Ricercatori italiani e di tutti coloro che combattono quotidianamente – schierando in campo la scienza e il volontariato – contro le patologie.

Inoltre attraverso la collaborazione con il quotidiano Il Corriere dello Sport, la Unicusano ha raccontato storie belle e mai divulgate, che riguardano la Ricerca medico-scientifica, ma anche il rapporto tra sport e disabilità. La città di Terni e la storica squadra della Ternana, il grande amore dei tifosi delle Fere e l’impegno dell’Unicusano sono il motore di una nuova stagione emozionante. Non solo da un punto di vista agonistico, ma anche (e soprattutto) per lo studio e per la Ricerca e il conseguimento di importanti risultati nell’ambito della ricerca biomedica.