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Nave Sea Watch III, il cardinale Bagnasco: “Dobbiamo fare di tutto per rispondere a questa situazione”

"Non possiamo rimanere indifferenti"

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Genova. Le persone a bordo della Sea Watch “sono nel loro bisogno estremo, davanti alla nostra attenzione e dobbiamo fare di tutto per rispondere a questa situazione”. Così l’arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi europei, ha commentato la situazione dell’imbarcazione dell’ong al largo di Siracusa con a bordo immigrati e personale in condizione sempre più precario.

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“Non entro nel merito del caso – ha detto -, perché so che è una situazione che ha legislazioni di diritto nazionale e internazionale da applicare, ma certamente l’aspetto umanitario non ci può lasciare indifferenti. Ci sono persone che sono lì e hanno bisogno di molto, e questo è il punto fondamentale. Tutto il resto sono questioni giuridiche che mi auguro siano risolte al più presto, in un clima europeo che deve fare un passo avanti molto serio”.

La posizione della Chiesa italiana, se non ufficialmente, è ufficiosamente attenta sul caso. Sabato scorso a Genova gli scout cattolici dell’Agesci hanno partecipato in massa alla manifestazione pro-accoglienza.

“C’è una forte coesione, una tensione per migliorare Genova, che supera gli interessi di uno o dell’altro. È un momento che, come un treno veloce, che ci passa davanti e non dobbiamo perderlo”, ha detto inoltre Bagnasco durante la tradizionale visita augurale a Palazzo Tursi, dove è stato ricevuto dal Sindaco di Genova, Marco Bucci, dal Presidente del Consiglio Comunale, Alessio Piana, dalla giunta e dai Consiglieri. “Sia come cittadino di Genova che come Pastore – ha detto – a seguito della tragedia che abbiamo vissuto, ho potuto vedere una reazione di Genova pronta e coesa, che ha lasciato ammirato il mondo. Abbiamo mostrato una popolazione che non sia abbatte, non si lascia schiacciare ma risorge immediatamente nel segno dell’ostinazione e del guardare avanti. Ma attenzione, si fa presto a dilapidare un patrimonio di coesione e di sguardo unitario verso il domani. Il 2019 sarà un anno impegnativo non solo per il ponte, la cui demolizione è ormai partita, ma anche per realizzare parecchi altri progetti di miglioramento, di lavoro, di organizzazione della nostra città che sono in cantiere. Ci sono decisioni, anche nuove, da prendere in questo momento della nostra storia di città. Decisioni – ha concluso – che in questo momento, possono essere favorite proprio dalla forte coesione che si è creata”.