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Morto sul lavoro in Ansaldo Energia, il cordoglio di politica e sindacati

Il 13 febbraio era già prevista la riunione del Comitato regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro

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Genova. Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e la sua giunta esprimono il cordoglio della Regione per la morte dell’operaio avvenuta a Genova, nello stabilimento di Ansaldo Energia. “Siamo addolorati per quanto avvenuto questa mattina e ci stringiamo alla famiglia, agli amici e ai colleghi della vittima – afferma il governatore ligure – sono ancora troppe le morti bianche in Italia: la sicurezza sul lavoro è un tema ineludibile che deve essere al centro dell’agenda politica nazionale”.

Il 13 febbraio era già prevista la riunione del Comitato regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro. “Dopo il tragico incidente di oggi – dice Toti – di cui mi auguro si chiariranno presto le cause e le responsabilità, continueremo su questa strada con rinnovato impegno”.

“Profondo dolore per la tragica morte di Eros Cinti, operaio in Ansaldo Energia. Il mio pensiero in questo momento va ai familiari e ai colleghi di lavoro a cui esprimo – a nome di tutta la città – il nostro sentito cordoglio e la nostra vicinanza”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci. “Ribadisco, anche in questa nuova drammatica circostanza, il nostro appello per un impegno forte e non più rinviabile da parte di tutti sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro. E’ necessario che, da parte di tutti i soggetti interessati a questo importante e delicato tema, sia ancora più forte il senso di responsabilità per evitare incidenti inaccettabili in un Paese come l’Italia”.

Anche dal Pd di Genova e della Liguria un messaggio di vicinanza alla famiglia e ai colleghi del lavoratore: “Di fronte a questo ennesimo e drammatico incidente, crediamo che la politica, le istituzioni, le associazioni di categoria e le parti sociali abbiano il dovere di intervenire insieme, per una corretta ed efficace politica di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Bene hanno fatto oggi i sindacati a proclamare immediatamente uno sciopero”.

E poi i numeri: secondo l’Osservatorio indipendente di Bologna, nel 2018, sono stati 704 i morti sui luoghi di lavoro, di cui 19 in Liguria. Un dato spaventoso e in continuo aumento, considerato che, nel 2017, le morti bianche erano state 634 in Italia. “L’ennesimo caso di morte sul lavoro, nel 2018 si sono superate le 800 morti sul lavoro, con un aumento del 9,4% di incidenti mortali rispetto agli anni precedenti – scrive anche il consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – Una strage che troppo spesso passa sotto silenzio”. “Agli operai, tutta la nostra solidarietà: morire sul lavoro è inaccettabile”, hanno dichiarato tutti i consiglieri regionali del M5S. “Troppo spesso le norme in materia di sicurezza sul lavoro non vengono applicate, perché ostacolano i maggiori profitti da parte delle imprese”, si legge in una nota del Partito Comunista – Liguria.

“Un rituale macabro colpisce ancora il mondo del lavoro nella nostra regione, un rituale a cui non dobbiamo affatto abituarci – dice Mario Ghini, segretario regionale della Uil – ma contro il quale è necessario reagire con la forza della contrattazione collettiva di primo e secondo livello, con l’applicazione dei protocolli di sicurezza e dell’attenzione politica a cui, ognuno di noi, deve fare appello quando si tratta di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel 2019 non abbiamo ancora individuato gli strumenti più efficaci con i quali preservare lavoratrici e lavoratori da infortuni e incidenti mortali”.