Mobilità, 'aprire ciclabile su Guido Rossa e passaggio in porto'. Le proposte dei cittadini "sostenibili" - Genova 24
L'appello

Mobilità, ‘aprire ciclabile su Guido Rossa e passaggio in porto’. Le proposte dei cittadini “sostenibili”

Tutti gli spunti e le proposte concrete per un Genova più vivibile

Pista ciclabile in via Buozzi: i lavori

Genova. A Guido Rossa – operaio e sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse, commemorato pochi giorni fa alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – è intitolata la strada a mare che collega Cornigliano con Lungomare Canepa, e che dovrebbe ospitare una pista ciclabile lato mare e lato monte, la cui apertura i media locali descrivevano nel 2016 come “pronta in un mese, massimo due”.

In occasione di questa ricorrenza, il gruppo Cittadini Sostenibili chiede al Comune di Genova spiegazioni sullo stato dei lavori e sull’effettiva data di apertura della ciclabile “Guido Rossa”. E aggiunge la richiesta di aprire al passaggio ciclopedonale la strada portuale che collega il Porto Antico a Piazzale Kennedy (Via al Molo Giano – Via al Molo Cagni – Via dei Pescatori). Questa seconda misura a costo zero ricucirebbe due zone centralissime della vita cittadina, rendendo possibile la mobilità dolce e non inquinante con una percorrenza in piano di pochi minuti.

È degli ultimi giorni la notizia che Genova è stata la prima città d’Italia per giorni di superamento dei livelli di ozono nel 2018 (103 giorni su un limite di 25) come documentato da Legambiente nel dossier Mal’Aria 2018. Non va meglio per quanto riguarda i livelli di biossido di azoto (NO2) che a Genova supera i limiti da ben 8 anni, e che vede la Liguria colpita da una procedura di infrazione della Commissione Europea con possibile imminente condanna.

L’Italia in generale secondo il rapporto dell’Agenzia UE per l’ambiente detiene il record europeo per morti a causa dell’inquinamento atmosferico, circa 80.000 persone decedute in un anno. Per quanto il traffico veicolare rappresenti solo una parte del problema, si tratta comunque di una criticità che deve essere affrontata tramite la promozione e lo sviluppo concreto di una mobilità urbana sostenibile. Si tratta della nostra salute, dei nostri figli e anche della nostra convenienza economica.

“Il Comune di Genova ha presentato in questi anni diversi impegni per quanto riguarda il PUMS – il Piano Urbano di Mobilità Sostenibile – scrivono i Cittadini sostenibili in un comunicato stsmpa – e realizzato iniziative meritevoli per incentivare l’acquisto di mezzi elettrici. Non basta, però. Il problema dell’inquinamento è complesso per tutti – amministrazione e cittadini – e occorre sbloccare più fronti per affrontarlo realmente”.

Il gruppo Cittadini Sostenibili “si è già impegnato sulla mobilità sostenibile con iniziative concrete, come la richiesta ufficiale a Luglio 2018 di installazione di rastrelliere per biciclette in zone strategiche del centro; richieste avallate dalle istituzioni competenti e per cui sono stati approvati i fondi, ma di cui ancora non sono iniziati i lavori”.

Ma le richieste sono ad ampio raggio: il tracciamento di altre corsie ciclabili sull’esempio di quella realizzata in via XX settembre, che non sottraggono spazio fisico alle strade ma proteggono sensibilmente il movimento del ciclista. “È urgente (e realistica) una corsia ciclabile su via Gramsci e la corrispondente apertura completa della pista ciclabile realizzata in via Buozzi”.

E inoltre “la definizione più permissiva possibile della possibilità di caricare le biciclette sui mezzi pubblici, con una relativa campagna di informazione sulle modalità corrette per farlo a seconda del mezzo (treno, metro, bus, funicolari, ascensori). L’integrazione bici-mezzi è infatti fondamentale in una città che presenta notevoli dislivelli, per facilitare la mobilità sostenibile diffusa”.

“Crediamo sia il momento di considerare la mobilità sostenibile una priorità per la nostra città, la sua vivibilità, i suoi abitanti, il suo sviluppo anche turistico – concludono – Non è un optional per ambientalisti fissati, ma un’esigenza concreta e impellente, su cui chiediamo a tutte le associazioni, le aziende, gli enti e i cittadini di attuare efficaci pressioni sul sistema città e le sue istituzioni. Dobbiamo tutti fare di più, progettare di più, chiedere di più”.