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Il lago dei cigni, il “balletto dei balletti” al Teatro Carlo Felice evento

Guida per arrivare preparati allo spettacolo

Genova. Dici balletto e pensi “Il lago dei cigni”. Inutile dire che sia il titolo per antonomasia della danza classica. Capolavoro che è in grado di travalicare il suo genere, diventando patrimonio universale e addirittura un film. Pensare che al debutto non ebbe affatto successo fa quasi sorridere.

Al Teatro Carlo Felice lo si potrà vedere dall’11 al 13 gennaio (ore 15,30 e 20 sia l’11 sia il 12, solo alle 15.30 il 13) messo in scena dalla compagnia del balletto del teatro Astana Opera (di cui abbiamo visto già il delizioso Schiaccianoci), che lo propone in una nuova versione coreografica di Altynai Asylmuratova dal libretto di Marius Petipa e Lev Ivanov, cioè i fuoriclasse della coreografia, coloro grazie ai quali questo titolo venne riproposto a circa 18 anni dal debutto e finalmente conquistò il pubblico.

Due atti e quattro quadri, per una durata di due ore e mezza compreso un intervallo. La musica è di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un condensato sulla forza dell’amore (ma anche su quanto sia facile ammaliare un uomo).

La trama. La regina madre dà una festa nel giardino del castello in onore del principe Siegfried, in occasione del compimento della maggiore età. Per aiutarlo a scegliere la fidanzata, gli annuncia di avere invitato per il giorno dopo alcune fanciulle a un ballo.

Il giovane, accompagnato dal buffone di corte e dal suo maestro, durante la notte, si reca nel vicino lago e, vedendo il volo di cigni, prende una balestra e corre nel bosco. Il principe assiste invece a una magica metamorfosi: i cigni bianchi diventano ragazze e iniziano a danzare.

La più bella di loro, Odette, si fa avanti e spiega a Sigfried la loro storia: sono state trasformate dal crudele Rothbart e solo di notte e al lago possono tornare a essere fanciulle. Per dissolvere la magia c’è una sola possibilità: l’amore di un giovane che non abbia mai promesso il cuore a nessun’altra fanciulla.

Il principe si innamora all’istante di Odette e le promette che in qualche modo la salverà e la presenterà come la propria fidanzata. I due giovani non sanno che Rothbart ha assistito ai loro scambi e ha in serbo per il principe un piano diabolico.

Al ballo Sigfried rifiuta tutte le pretendenti. Quando Rothbart entra in scena con una fanciulla vestita di nero identica a Odette, Sigfried ne rimane ammaliato. In realtà si tratta di Odile, la figlia del malvagio stregone. Odette, che ha assistito al tranello, fugge via per tornare dalle sue compagne.

Tutto sembra precipitare: il principe, quando Rothbart gli rivela la verità, va alla ricerca disperata di Odette. Lei, incredibilmente, lo perdona e la forza di questo amore sconfigge per sempre il mago malvagio, che pur di mettere i bastoni tra le ruote ai due innamorati, aveva scatenato una tempesta. Nel corso degli anni, in alcune versioni, il finale è stato cambiato, anche con esiti più drammatici.

I brani più famosi. Difficile scegliere quale sia la parte più attesa. Sicuramente il passo a due tra Odile e Sigfried è un passaggio fondamentale anche per rendersi conto del cambio di interpretazione richiesto alla protagonista, che da simbolo della leggiadria nei panni di Odette, deve diventare la seduttrice per antonomasia.
Qui proponiamo una versione del Royal Ballet

Qui invece un esempio altissimo di quello che intendiamo per la leggiadria e la grazia, con Svetlana Zakharova nei panni di Odette e Roberto Bolle in quelli di Sigfried

Particolarmente atteso anche il passo a quattro dei piccoli cigni, un esercizio che richiede un perfetto affiatamento tra le quattro ballerine

Non mancheranno ovviamente le variazioni (cioè gli assoli) e i divertissement, che abbiamo già imparato a conoscere con lo Schiaccianoci.