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Il lago dei cigni al Carlo Felice, tre motivi per andare a vederlo e un punto debole evento fotogallery

Il Teatro Astana Opera ha conquistato nuovamente il pubblico genovese

Genova. Il lago dei cigni in scena al Teatro Carlo Felice ci ha dato una certezza: Genova è stata conquistata definitivamente da Bakhtiyar Adamzhan, che nello Schiaccianoci visto a dicembre interpretava il principe, mentre in questa rappresentazione di un altro grande classico del balletto, ha dato vita in modo magistrale al buffone di corte.

Il secondo titolo di questa stagione che vedeva in scena il corpo di ballo del Teatro Opera di Astana, ha ricevuto applausi e un’ovazione, proprio per colui che abbiamo già citato.

Un allestimento austero, ambientato nel periodo gotico, con l’interno del palazzo del secondo atto che assomiglia molto a quello della basilica di Saint-Denis, in contrasto con i colori pastello dei costumi. L’idea furba di inserire come elemento scenografico un pannello su cui scorrono le immagini dei cigni in movimento nel primo atto e, nel secondo atto, proprio durante il momento di Odile, l’immagine di Odette, è stata una marcia in più. (Se non sapete chi siano Odette, Odile e il buffone ve lo spieghiamo qui). Buone le performance di insieme, con qualche piccola imperfezione nella danza delle pretendenti al ruolo di futura sposa del principe.

Il primo motivo per andarlo a vedere lo sapete già: la performance del buffone

Fasciato in un costume brillante e coloratissimo, Bakhtiyar Adamzhan ha realizzato salti non umani per noi profani. Il ruolo lo richiede, ma si rimane a bocca aperta di fronte a un’elevazione incredibile e una precisione nell’esecuzione che è saltata all’occhio anche a chi di danza mastica poco. Nessuna incertezza tecnica, ma senza abbandonare l’interpretazione, sempre molto spiritosa.

Il secondo motivo per andarlo a vedere è merito di un’altra solista, colei che interpreta Odette/Odile, nella rappresentazione a cui abbiamo partecipato Madina Basbayeva: se nel ruolo di Odette ci ha stupito per la dilatazione dei tempi musicali, che però ne hanno esaltato la grazia, l’abile uso delle braccia e soprattutto delle mani, nel rendere perfettamente l’idea del cigno, mentre con le gambe ci ha comunicato anche la fragilità della sua condizione di donna/cigno, nel ruolo di Odile ci ha convinto, seducendo anche il pubblico con la sua maliziosa danza per conquistare il principe.

Il terzo motivo per andarlo a vedere sta tutto nei dettagli, curatissimi, dell’interpretazione. Vi consigliamo di portarvi un piccolo binocolo, per non perdervi le espressioni degli artisti e i movimenti con le braccia e le mani della protagonista. Il momento in cui Odette si accorge del principe, quando finisce praticamente tra le sue braccia, è favoloso, un misto di sorpresa e consapevolezza che la scintilla dell’amore è già scoccata. Godetevi la trasformazione della stessa ballerina in Odile, non solo nello stile di ballo, ma anche nel volto stesso.

Un punto debole, stavolta, l’abbiamo trovato proprio nel principe. Apprezzando il fatto che esistono ancora danzatori longilinei e poco “muscolari”, abbiamo notato qualche imperfezione tecnica e uno stile meno comunicativo ed emozionante.

Lo spettacolo si può vedere oggi, sabato, alle 15.30 e alle 20 e domani alle 15.30.