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Genoa-Milan alle 15 di lunedì, la lettera di una mamma rossoblù a Salvini: “Un’ingiustizia”

Ilaria, 33 anni: "Ministro, ha presente cosa significa per la nostra città una partita in pieno feriale?"

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Genova. Mentre crescono le contestazioni dei tifosi e dei cittadini per la decisione del Viminale di far disputare la partita di campionato di serie A Genoa Milan lunedì 21 gennaio alle ore 15, perché gara ritenuta a rischio sul fronte dell’ordine pubblico, Genova24 pubblica la lettera di una giovane mamma genovese, tifosa rossoblù, che ha scritto una lettera-sfogo al ministro Matteo Salvini. Eccola in forma integrale:

“Egregio Onorevole Ministro Salvini (o chi per lei)

Chi le scrive è una donna di 33 anni, moglie, mamma di un bambino di 3 anni e mezzo, impiegata full time in una grande azienda italiana. Mi reputo una persona normale, abbastanza in gamba. Come tante. E sono una tifosa, Genoana. Abbonata allo stadio. Non nella gradinata “ufficiale” del Genoa ma comunque abbonata. Non sono un’ultras, sono una tifosa come tantissime.

Quando a giugno ogni anno scelgo di usare parte della mia 14esima, che sono tanto fortunata ad avere, per pagarmi l’abbonamento, togliendo soldi ad altre passioni che avrei, (perché i soldi per le proprie passioni bisogna centellinarli al centesimo visto quanti soldi in doveri, tasse e in sopperimento di mancanze statali e comunali mi tocca spendere) so già che alcune partite sceglierò di saltarle. A volte perché preferisco fare una gita fuori con la mia famiglia piuttosto che andare allo stadio. A volte perché diluvia e io ce ne ho, come si dice qui, per il belino di prendermi bulaccate d’acqua. Altre volte perché si gioca in giorni e orari che mi fanno passare la voglia.
Ecco vede, onorevole, io però in quei casi scelgo di stare a casa.

Invece lunedì (Genoa – Milan ore 15 grazie a Lei) io non potrò scegliere proprio nulla. Perché io di lunedì, come quasi tutti i comuni mortali (parrucchieri e simili esclusi) lavoro. E prendere delle ore di ferie, che sono troppo preziose da mamma che lavora full time, per una partita di calcio, mi capirà…non se ne parla. Onorevole, il punto è che in questo caso me ne farò una ragione.

E’ un’ingiustizia perché mi sento derubata della mia passione, delle mie 3 ore di libertà e svago (anche se si tratta di Genoa e più che svago si tratta spesso di agonia, ma sono nata masochista in una famiglia di masochisti, cosa vuole farci) che credo di avere il diritto di prendermi, e anche dei miei soldi che guadagno facendomi un mazzo tanto da 15 anni. Ma è solo calcio.

Il problema è come avete Lei e chi per Lei, non solo gestito la cosa, ma anche risposto alle rimostranze non solo di noi poveri strxxxi tifosi, ma anche alle nostre istituzioni genovesi già abbastanza sotto pressione e provate da quanto è successo ad agosto (se lo ricorda?o viene in mente solo quando fa comodo?). Con un’arroganza senza pari avete detto, per restare in tema “La palla è mia e ci gioco io!!!”. Ma si rende conto che, intorno allo stadio, le scuole e gli asili dovranno anticipare l’uscita per una partita di calcio? Si rende conto dell’assurdità della cosa? Lei sa cosa significa per un negoziante a Marassi una partita di Lunedì alle 15? E a un residente di Marassi? Sa cosa significa per una città a cui manca un’arteria fondamentale per il traffico cittadino già provato di suo, una partita alle 15 di Lunedì? No, non lo sa. Non ne ha la più pallida idea.

Ma glielo stiamo e stanno dicendo in tanti, compreso il Comune di Genova (che non è manco di un partito a Lei opposto, anzi, perché non lo ascolta?) che così mette in ginocchio una città intera che è già martoriata da miliardi di altre cose. Quello che a me preoccupa è che questo atteggiamento ora è “solo” per una partita di calcio (con le conseguenze di cui sopra, che mi creda per i nostri nervi già provati non è poca cosa), ma in futuro lo terrà anche per altro? Per questioni di vitale importanza per noi cittadini italiani? Per questioni di sopravvivenza economica e non?

Non è possibile venirsi incontro a vicenda e far giocare questa partita alle 21, come è già successo per altro negli ultimi 2 anni senza nessun tipo di tafferuglio (mi creda, abbiamo altre cose per la testa) magari, se proprio siete così preoccupati, non facendo venire i tifosi milanisti qui? Ai tifosi napoletani avete impedito la trasferta a Milano, perché ai milanisti qui no? Tanto chi potrebbe venire da Milano, di lunedì alle 15? E inoltre, non sarebbe meglio dedicarsi ad altri tipi di problema?

Come per esempio avere ponti che non crollano mentre ci stai passando su per andartene in vacanza? O come non far lavorare le future mamme fino al 9 mese di gravidanza per avere un misero mese in più di maternità pagata successivamente, facendola passare come un’opportunità meravigliosa (quando invece è solo una belinata pazzesca)? O avere più asili statali/comunali senza dover per forza rivolgersi a quelli privati/baby sitter che costano metà stipendio (a chi è fortunato)? O avere scuole sicure, a norma? O essere considerati benestanti dallo stato in quanto con due stipendi dignitosi che però vengono mangiati da tasse su tasse e spese su spese, che alla fine di benestante non abbiamo un belino di nulla e siamo cornuti e mazziati? O avere una burocrazia meno delirante (siamo i secondi al mondo come peggiore burocrazia, si rende conto)? O avere un sistema di fatturazione che non sia quello attivo dal 1 Gennaio 2019 che mi creda (sono del mestiere e ho gli incubi di notte e di giorno), avrà una ricaduta sul nero che io mi chiedo come sia possibile che non ci abbiate pensato? O avere contratti di lavoro da Paese serio? O avere stipendi meritocratici o per lo meno che salgano ogni tanto e non che rimangano gli stessi dal 400 A.C. ad ora, anche se le mansioni sarebbero da manager? O a darci armi per avere dei figli potendo non scegliere tra la famiglia e la carriera senza per questo avere esaurimenti nervosi continui? O avere una sanità che non ci mette mesi e mesi per darti una visita e che quindi sei costretto ad andare privatamente?

Insomma non sarebbe meglio dedicarsi ai problemi (ho elencato quelli più “vicini” a me, ma ce ne sono come ben saprà, un milione ben più gravi e urgenti) voi tutti, reali di questo paese e lasciare i “non problemi” ad altri?
La ringrazio per l’attenzione, sperando lunedì sera di poter andare a tifare il mio Genoa contro il suo Milan, come è sacrosanto che sia.

Sperando che Piatek giochi ancora con la maglia rossoblù. Che qui, non si sa mai.
Saluti
Ilaria