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Crollo Ponte Morandi, stabiliti criteri per gli indennizzi alle imprese

Il risarcimento è previsto per quanti hanno avuto un calo del fatturato dal 14 agosto al 29 settembre

Genova. Con gli ultimi decreti emanati questa mattina sono stati stabiliti i criteri definitivi per il risarcimento dei danni a imprese, lavoratori e autotrasportatori danneggiati dal crollo del Morandi.

"Non solo formaggio", enogastronomia di Millesimo (Redazionale)

Lo ha annunciato il commissario per l’emergenza e presidente della Liguria Giovanni Toti. “Ci sono più boccate d’ossigeno per la città – ha detto incontrando la stampa -. Interveniamo sull’autotrasporto che è una delle categorie che più ha risentito del crollo del Ponte Morandi, con una iniezione di liquidità, di aiuti molto importante, 20 milioni per quest’anno e 80 milioni per le due annualità successive”.

“Poi abbiamo attuato gli ultimi decreti che stabiliscono l’indennizzo per le imprese che hanno avuto un calo di fatturato, per le partite iva che hanno dovuto chiudere a ragione del Ponte Morandi per un periodo di tempo. Attiviamo la cassa integrazione in deroga”, ha spiegato. “Diciamo che tutto il dispositivo degli aiuti al mondo delle imprese al mondo di Genova viene applicato e diventa operativo”, ha spiegato Toti.

Alla conferenza stampa in Regione Liguria hanno preso parte anche il vice ministro alle infrastrutture Edoardo Rixi, e il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini. Le risorse per gli indennizzi del Ministero dei trasporti sono destinate agli autotrasportatori che dopo il crollo del viadotto hanno dovuto affrontare spese maggiori per la percorrenza forzata di tratti autostradali o stradali aggiuntivi.

L’Autorità Portuale si occuperà di raccogliere le domande, mentre la spesa è stata autorizzata e trasmessa direttamente sulla contabilità speciale del Commissario delegato. Nelle prossime ore verrà invece ultimato il piano degli investimenti per il porto di Genova definito di concerto con le istituzioni locali. Quanto agli indennizzi per le imprese e i lavoratori autonomi, il risarcimento è previsto per quanti hanno avuto un calo del fatturato dal 14 agosto al 29 settembre, data di entrata in vigore del Decreto Genova, rispetto al valore mediano dello stesso periodo nel precedente triennio e fino a un massimo di 200 mila euro.

La priorità sarà data a quanti hanno sede operativa all’interno della zona rossa/arancione e quindi – a seconda della disponibilità – verranno poi ripartite tra gli altri soggetti (comunque nei municipi Valpolcevera, Medio Ponente e Centro Ovest).

La cassa integrazione, infine, riguarda i lavoratori del settore privato impossibilitati o penalizzati a prestare l’attività lavorativa dopo il crollo del Morandi e i dipendenti di aziende della città metropolitana di Genova che al 14 agosto hanno subito un impatto economico negativo e per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalla normativa.

E’ poi prevista un’indennità una tantum di 15 mila euro per lavoratori autonomi, collaboratori coordinati e continuativi e titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa dell’incidente.