Corteo contro il decreto sicurezza: in piazza oltre 100 associazioni e lo spezzone autogestito degli antagonisti - Genova 24
Sabato 26

Corteo contro il decreto sicurezza: in piazza oltre 100 associazioni e lo spezzone autogestito degli antagonisti

"Né con i fascisti né con i padroni": scrivono in un documento e saranno in piazza il 26 gennaio

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Genova. Sarà un corteo probabilmente dai numeri importanti quello contro il decreto sicurezza che sfilerà sabato pomeriggio con partenza alle 14 dalla stazione marittima. Domani il coordinamento Genova città aperta presenterà in una conferenza stampa (ore 16.30 nella sede della Comunità San Benedetto) la piattaforma della manifestazione.

Al corteo parteciperanno quasi 100 sigle tra associazioni e partiti, dal Pd agli scout cattolici all’Arci a Libera. E ci sarà anche uno spezzone autogestito che oggi ha ufficializzato la propria partecipazione con un documento su facebook dal titolo più che esplicito: “Né con i fascisti, né con i padroni”.

“Scendiamo in piazza il 26 gennaio a Genova contro il decreto infame che porta la firma del Ministro dell’interno Salvini – scrivono – Si chiama ‘decreto sicurezza’ e contiene norme durissime contro i poveri, gli immigrati, e coloro che si ribellano in difesa dei diritti di tutti. Si tratta di una legge talmente inaccettabile e pericolosa da richiedere il massimo dell’unità nel contrastarla. Unità a cui non ci sottraiamo”.

“Diciamo però con altrettanta chiarezza che occorre porsi il problema di come contrastare realmente queste norme, capendone le radici politiche. Si tratta infatti di un peggioramento di altre leggi che da anni cadono sulle spalle dei più deboli.Il decreto Salvini non fa che peggiorare il decreto Minniti-Orlando varato dal precedente governo Gentiloni. Negli scorsi anni altre leggi hanno portato a situazioni intollerabili a cominciare dalla Bossi-Fini col suo portato di razzismo, repressione e inciviltà”.

Giò due settimane fa, uno spezzone autonomo formato da Genova antifascista, antagonisti, anarchici e centri sociali, aveva partecipato al presidio indetto contro il decreto sicurezza. Qualche tensione per le bandiere del Pd sventolate e qualche coro contro lo stesso Pd, ma per la sinistra radicale evidentemente il tema è troppo decisivo per non essere della partita, evidentemente tuttavia con dei distinguo.

“In questi giorni stiamo lottando per evitare lo sgombero di 4 famiglie che hanno occupato uno stabile in Via Gramsci perché il diritto alla casa non esiste, nella nostra città come altrove. Qualche anno fa, il decreto Lupi votato anche dalle forze che ora fanno finta di contestare Salvini, ha imposto a chi occupa case il taglio delle utenze di acqua, luce e gas.
Le politiche di Salvini e del governo giallo-verde vengono quindi da lontano. Lottare contro queste norme barbare non è collocarsi sui diversi gradi di crudeltà tollerabile! E’ necessario invertire la situazione, affinché i più deboli, i lavoratori e gli sfruttati possano far valere i propri diritti, indipendentemente dalla loro nazionalità e colore della pelle”.

“La molla dell’indignazione è sacrosanta ma non basta – si legge ancora nel documento – Bisogna combattere contro le leggi che vietano a chi vive nel nostro paese di godere appieno dei diritti. Occorre lottare contro le leggi sul lavoro che rendono tutti più precari e ricattabili cominciando dai più deboli. Occorre lottare contro l’ipocrisia di una Unione Europea che straparla di diritti ma poi chiude le frontiere con chilometri di filo spinato. Occorre lottare contro le false cooperative che in realtà sono agenzie di caporalato che sfruttano l’immigrazione per creare nuovi schiavi e spartirsi un bottino in cui a immigrati e poveri non resta un euro. Vogliamo respingere ogni attacco verso coloro che praticano lotte solidali attive nei confronti dei migranti in mare, sulle coste, sui confini contro attacchi meschini e ingiustificabili”.

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