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Comune, il centrodestra propone agevolazioni per minori e poveri. Pd all’attacco: “E’ discriminazione, più aiuti agli iscritti al registro delle famiglie”

Il registro delle famiglie, istituito nel settembre scorso dal Comune di Genova, esclude per esempio le coppie conviventi e le unioni omosessuali

Genova. Polemica in consiglio comunale a Genova, durante la discussione del bilancio, per alcuni ordini del giorno su tematiche legate al sociale e in particolare ad agevolazioni per minori in difficoltà e per le famiglie meno abbienti. I documenti, che impegnano sindaco e giunta, sono stati presentati dai capigruppo della maggioranza di centrodestra e criticati dal Pd.

“Si parla di benefici e agevolazioni, per esempio tariffe scontate per l’uso dei taxi e per l’uso dei parcheggi pubblici, riduzioni nei costi di certificazioni anagrafiche, abbonamenti al trasporto pubblico locale e deroghe per l’accesso alle zone a traffico limitato, ma solo per i nuclei familiari iscritti nel registro delle famiglie”, attacca il consigliere Pd Alessandro Terrile.

Il registro delle famiglie, istituito nel settembre scorso dal Comune di Genova, esclude però le coppie conviventi e le unioni omosessuali. “Abbiamo sollevato immediatamente l’illegittimità delle proposte perché palesemente discriminatorie di nuclei familiari ai quali la Costituzione e le leggi della Repubblica accordano pari dignità e trattamento, ma gli ordini del giorno non sono stati ritirati”, spiegano da Pd.

Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia e primo firmatario, rivendica le sue proposte: “Sono state sottoscritte da tutti i gruppi di maggioranza, le famiglie iscritte nel registro in forma d’ufficio, oltre tutto, sono quelle più bisognose come risulta anche dai certificati sul reddito”. Mascia fa notare anche come in gran parte degli ordini del giorno presentati si faccia riferimento anche agli altri registri comunali, come quelli che regolano i matrimoni civili e le unioni di fatto.

Tra le varie agevolazioni previste, anche abbonamenti gratuiti Amt per i minori sotto i 10 anni. In questo caso non si fa alcun riferimento al registro delle famiglie istituito dal Comune.