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Commercio, i negozi potranno restare aperti soltanto una domenica su due

Anche Genova si prepara alla de-liberalizzazione, ma ci saranno deroghe per le zone turistiche, le pasticcerie, i bar e le edicole

Genova. Il dato è (quasi) tratto. Lega e Movimento 5 Stelle, le due forze al governo, non sempre concordi su più di un argomento, hanno trovato un accordo sul testo di legge che regolerà le chiusure domenicali e festive degli esercizi commerciali. La nuova normativa vuole ridimensionare le liberalizzazioni introdotte dal governo Monti e ancora prima dalla legge Bersani.

Ma cosa succederà? No alle chiusure tutte le domeniche, come avrebbe voluto Di Maio, ma una sì e una no. O meglio: i negozi potranno restare aperti 26 domeniche su 52, giornate che saranno scelte da regioni, associazioni di categoria e rappresentanti sindacali. Dovranno abbassare le serrande in 8 delle 12 festività laiche e religiose annuali.

Per ora il testo è una bozza non approvata ma è probabile che si avvicini molto a quello che sarà il nuovo regolamento. Ci saranno, naturalmente, deroghe per le zone turistiche, i centri storici e per i negozi di vicinato (nei comuni sotto i 10 mila abitanti, potranno restare aperti quelli sotto i 150 mq, altrimenti sotto i 250 mq). Ma non per le festività nazionali. Gastronomie e pasticcerie, edicole, bar e librerie potranno restare aperti.

Sono previste multe da migliaia di euro per chi sgarrerà. Si attendono le reazioni degli addetti ai lavori, visto che lo shopping domenicale e festivo, in Italia, rappresenta una buona fetta del fatturato.