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Carige, l’appello dei piccoli azionisti: “Restituite valore a chi ha creduto nell’istituto”. La proposta: “Usate Carige per ricostruzione Morandi”

Rassicurazioni e prospettive, ma anche l'idea per rilanciare la banca

Genova. “Restituire valore, nel caso di una fusione o aggregazione, a chi ha fatto arrivare fino a qui Banca Carige, cioè ai piccoli azionisti che sono i dipendenti della banca, che hanno convertito il loro tfr in azioni, clienti, piccoli risparmiatori, che non sono speculatori spietati ma persone che hanno creduto in questo investimento”.

È stato questo il messaggio che Silvio De Facondo e Gianni Lecca, presidente e vicepresidente dell’associazione piccoli azionisti di Banca Carige, hanno portato ai commissari nel corso dell’incontro che si è svolto questo pomeriggio.

“Abbiamo incontrato tutti e tre i commissari – spiega De Facondo – che ci hanno rassicurato sul fatto che la banca è in assoluta sicurezza e che, in questo momento, rispetta i requisiti imposti dalla BCE. E quindi non ci sono problemi sia per i risparmiatori che per i clienti”.

Dai piccoli risparmiatori, quindi, nessuna preoccupazione per un’ipotesi di nazionalizzazione della banca. “Questa ipotesi, al momento, sembra molto remota – sottolinea Lecca – anche perché gli accostamenti fatti tra Carige e altre banche si basano su valori di patrimonio assolutamente difformi. I commissari, anzi, ci hanno rassicurato sulla consistenza degli NPL”.
I piccoli azionisti, quindi, auspicano un ritorno in assemblea: “Per noi sarebbe l’ipotesi migliore – spiega De Facondo – perché ci permetterebbe di passare da una soluzione di mercato a una soluzione assembleare”.

Ma i piccoli azionisti, oggi, hanno avuto anche un incontro con il Sindaco di Genova, Marco Bucci, nella sua veste di commissario per la ricostruzione di Ponte Morandi, per chiedere che siano messe su Banca Carige le risorse per la costruzione dell’opera. A spiegarlo, al termine dell’incontro con i tre commissari della Banca, il presidente dell’associazione piccoli azionisti di Banca Carige, Silvio Facondo. “Noi abbiamo fatto una proposta molto concreta – ha spiegato – ovvero di canalizzare su Banca Carige le risorse che la società, che deve fare fronte finanziariamente alla costruzione del ponte. Sarebbe un’operazione molto importante per il rilancio della banca ma anche fortemente simbolica. Il ponte è di Genova, così come la banca che, attraverso queste scelte delle istituzioni, potrebbe essere rilanciata. Ho trovato il Commissario, e l’assessore al Bilancio molto attenti a questa ipotesi e, a breve, potremo capire se questa strada è percorribile”.