Blitz naziskin a Como, la procura chiude le indagini: anche due genovesi accusati di violenza privata aggravata - Genova 24
Un anno dopo

Blitz naziskin a Como, la procura chiude le indagini: anche due genovesi accusati di violenza privata aggravata

Avevano fatto irruzione a una riunione di Como senza frontiere imponendo ai partecipanti la lettura di un comunicato anti migranti

Bruco, il degrado del fratello minore

Genova. A oltre un anno dal blitz la procura di Como ha chiuso le indagini per l’irruzione da parte di un gruppo di naziskin di Veneto Fronte skinhead  il 28 novembre 2017, durante una riunione del movimento “Como senza frontiere” in cui si discuteva di migranti. Sono tredici gli indagati.

Le ‘teste rasate’ avevano fatto irruzione nei locali e, secondo i pm, preteso “silenzio assoluto”, costringendo i volontari “ad ascoltare l’integrale lettura di un comunicato che stigmatizzava” l’attività dell’associazione nella gestione dei migranti giunti a Como e in provincia. Per loro l’accusa l’accusa dei pm, coordinati dal procuratore Nicola Piacente è di violenza privata aggravata.

“In concorso tra loro, quali militanti del Veneto Fronte Skinheads”, scrivono i pm nell’acip “ hanno fatto irruzione “senza alcun preavviso (pur avendola pianificata ed organizzata) nei locali del Chiostro Sant’Eufemia” con “fare intimidatorio”. Si erano poi sistemati “alle spalle dei volontari dell’associazione”, pretendendo “silenzio assoluto”. Gli skinheads avevano quindi costretto i volontari “ad ascoltare l’integrale lettura di un comunicato teso a stigmatizzare l’attività dell’ Associazione stessa rispetto alla gestione dei migranti giunti a Como e provincia”. La vicenda era stata ricostruita dalle indagini e dall’analisi del materiale sequestrato in occasione delle perquisizioni eseguite alcuni giorni dopo l’irruzione dagli agenti della Digos di alcune città del Nord Italia tra cui Genova.

Due sono infatti i genovesi coinvolti nel blitz: si tratta di Giorgio Gardella e Max Tinelli, residenti rispettivamente a Montebruno e Rossiglione, nell’entroterra di Genova, che fanno parte della sezione genovese del movimenti di estrema destra che conta una manciata di persone e si fa notare prevalentemente in occasione di commemorazioni di camerati o inaugurazioni di sedi e celebrazio ‘a tema’.

Più informazioni