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Appalti pubblici, via all’affidamento diretto sotto i 150 mila euro: in Liguria sono oltre il 50%

Mangano (Confartigianato Liguria Costruzioni): "Risultato importante anche per le nostre microimprese, ora attendiamo la legge alla prova dei fatti"

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Genova. «Un risultato importante per le nostre micro e piccole imprese edili,
ottenuto anche grazie alla battaglia di Confartigianato, portata avanti in
diverse sedi». È il commento del presidente di Confartigianato Liguria
Costruzioni Vito Mangano alla possibilità, contenuta nella legge di
Bilancio statale 2019, di affidare direttamente i lavori pubblici fino a
150 mila euro, elevando così il tetto precedente fermo a 40 mila euro.
Semplificata anche la procedura per gli affidamenti dei cantieri tra i 150
mila e i 350 mila euro.

«Una legge che avrà un notevole impatto anche nella nostra regione –
aggiunge Mangano – considerando che il 90% dei lavori in Liguria è
inferiore al milione di euro e, di questa percentuale, oltre il 50% degli
appalti è d’importo inferiore a 150 mila euro. Chiediamo quindi
all’assessore regionale ai Lavori pubblici Giacomo Giampedrone di
focalizzare le attività dell’osservatorio anche alla verifica
dell’applicazione dell’affidamento diretto tra gli enti pubblici liguri».

In base alla legge, fino al 31 dicembre 2019 le stazioni appaltanti
possono dunque procedere all’affidamento diretto di lavori di importi
compresi tra i 40 mila euro e i 150 mila euro, previa consultazione, se
esistenti, di tre operatori economici. Le disposizioni ampliano inoltre le
opportunità per le piccole imprese del territorio, garantiscono la
trasparenza e l’efficienza degli affidamenti, poiché questi devono
comunque essere effettuati nel rispetto dei principi di “economicità,
efficacia e correttezza”, nonché nel rispetto del principio di rotazione
degli inviti e degli affidamenti.

La semplificazione in materia di appalti pubblici tocca anche la fascia di
affidamento di lavori tra i 150 mila e i 350 mila euro, prevedendo in
questo caso l’obbligo della procedura negoziata, con la consultazione di
almeno 10 operatori, individuati sulla base di indagini di mercato o di
elenchi di operatori economici.

«Ora è fondamentale che la norma venga recepita da tutti i Comuni –
sottolinea Mangano – e soprattutto che, alla prova dei fatti, la legge
venga applicata in modo intelligente, senza creare alcuna disparità tra le
imprese aggiudicatarie: a questo scopo le stazioni appaltanti dovranno
mettere in moto un sistema di rotazione trasparente ed equilibrato, in
particolar modo in termini di importo economico dei lavori, cosa che del
resto sta già facendo il Comune di Genova».