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700 posti di lavoro in meno e un giro d’affari da 135 milioni: rete della contraffazione smantellata dalla guardia di finanza fotogallery

Dalle scarpe Adidas alle Saucony, dai giubbotti Colmar alle borse griffate Gucci, la criminalità ha creato anche un danno all'Erario di 41 milioni

Genova. Un giro d’affari da 135 milioni di euro, che ha sottratto circa 700 posti di lavoro e ha creato un danno all’erario di 41 milioni di euro. Sono i numeri impressionanti dell’operazione San Paolo, condotta dal primo gruppo della guardia di finanza di Genova coordinata dal colonnello Ivan Bixio che ha smantellato un’organizzazione in prevalenza composta da cittadini senegalesi insieme a cinesi e italiani dedita alla contraffazione di prodotti di abbigliamento. Dalle scarpe Adidas alle Saucony, dai giubbotti Colmar alle borse griffate Gucci e via dicendo.

L’operazione, partita da un sequestro ingente avvenuto in salita San Paolo a metà del 2016 oggi ha portato oggi a una grossa operazione con 300 militari della gdf impegnati in 24 città: 6 le misure restrittive della libertà personale eseguite e 110 le perquisizioni nei confronti di soggetti di nazionalità italiana, senegalese e cinese.

L’indagine di polizia giudiziaria, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo D’Ovidio, ha consentito di ricostruire il duplice “asse della contraffazione” Brescia-Genova e Milano-Genova, volto alla produzione di minuteria metallica e/o etichette, riportanti marchi contraffatti di note case di moda nell’hinterland milanese e bresciano ed il successivo trasporto nel territorio genovese, ove avveniva l’assemblaggio finale e/o lo stoccaggio presso vari laboratori e depositi, al fine di soddisfare un’ampia platea di soggetti africani – prevalentemente di nazionalità senegalese – gravitanti principalmente nella provincia di Genova. Nel corso dell’attività sono stati sequestrati, in 8 interventi di riscontro preliminare, oltre 2 milioni di prodotti contraffatti, 1527cliché, 1 personal computer portatile, 1 plotter industriale, 1 postazione di lavoro, 1 macchina per sottovuoto, 1 compressore, 1 forno industriale, 2 presse, 1 saldatore, macchine da cucire, punzonatrici e denaro contante.

Le indagini hanno consentito di segnalare 73 persone fisiche, 2 enti e 33 soggetti ignoti (in corso di identificazione) per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi aggravato dalla transnazionalità, ricettazione, immigrazione clandestina e responsabilità amministrativa degli enti. I marchi spesso venivano prodotti in Senegal e poi importati in Italia. Oltre che sulla strada i prodotti contraffatti venivano venduti sul internet, a qualche decina di euro in meno rispetto alle originali.

“L’appello che facciamo ai cittadini – hanno detto il procuratore capo Francesco Cozzi e l’aggiunta D’Ovidio – si crea un danno enorme all’economia per cui l’appello è a evitare di comprare merce contraffatta. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il generale della guordia di finanza Renzo Nisi.