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5 mesi dal crollo di ponte Morandi, in via Fillak la commemorazione delle vittime all’ombra della pila 10

Rispetto a un mese fa, sono comparse le torri - ancorché smontate - che dovranno mettere in sicurezza la struttura. Ma il progetto per la demolizione della parte est ancora non c'è

Genova. Alle 11e36 in punto, in via Fillak sotto “il ponte di ferro”, la comunità degli sfollati, i cittadini e le associazioni di Certosa e i volontari, e tutti coloro che vorranno essere presenti, si riuniranno insieme per ricordare le 43 vittime del crollo di ponte Morandi, a cinque mesi esatti dal disastro.

Un appuntamento che, se ha visto sempre di più ridursi il numero dei partecipanti (un po’ in maniera fisiologica, un po’ perché molti sfollati ormai vivono lontano da Certosa) e comunque vissuto in maniera intensa e “necessaria”. Anche oggi una commemorazione discreta: i 43 rintocchi di una campana tibetana, una preghiera, alcuni fiori – 43 – che poi saranno lanciati nel torrente Polcevera.

Rispetto ai mesi scorsi, le cose sono cambiate sotto il ponte di ferro. La tenda della protezione civile che per tanto tempo ha svolto un presidio fondamentale è destinata ad altre emergenze. Ma soprattutto, in via Fillak, sono arrivati i mezzi meccanici che serviranno a mettere in sicurezza la pila 10, quella che insiste sulle case. Si tratta di torri che per ora sono smontate. Una volta utilizzabili e piazzate a sostegno della struttura in calcestruzzo strallato, permetteranno ai tecnici di salire sul Morandi per organizzarne la demolizione, di entrare nelle case sottostanti bonificandole dall’eventuale presenza di amianto, e ai periti della procura di percorrere la campata del ponte per avere ulteriori indizi nell’ambito dell’inchiesta.