Quantcast
Sabato alle15

Via Gramsci 11, il movimento di lotta per la casa conferma il presidio: “Occasione per aprire un tavolo ufficiale”

Il movimento "coglie con favore l'apertura delle suore" ma chiede fatti e garanzie

Genova. Confermano il presidio indetto per sabato 22 dicembre alle 15 sotto la Curia le famiglie occupanti di via Gramsci 11 e soprattutto il movimento di lotta per casa che li supporta “pur cogliendo con favore l’apertura fatta dalla Congregazione delle Suore Filippine sul rallentamento delle procedure di sgombero per aprire un confronto sul futuro dei nuclei coinvolti”.

Per il movimento “resta il fatto che per bloccare simili procedure ci vogliono atti concreti su cui chiediamo garanzie e chiarezza. Il dialogo è stato complesso e con molte chiusure e la procedura di sgombero è proceduta rapidamente senza tener conto dell’assenza di qualsiasi proposta abitativa alternativa e stabile per i nuclei coinvolti, né dal Comune né dalla Curia”.

Il movimento ribadisce che “non è nostro interesse sviluppare una guerra tra occupanti e suore, ma chiamare in causa le strutture e le istituzioni che possono e devono trovare una soluzione abitativa a canoni popolari, attraverso una regolarizzazione nello stesso stabile o con soluzioni alternative a prezzi accessibili, assieme a piani di integrazione e inserimento lavorativo dignitoso”.

Il presidio di sabato viene quindi rilanciato come occasione per formalizzare “un tavolo di confronto ufficiale, con garanzie sui tempi e la condivisione con i nuclei occupanti, e i loro solidali, di un percorso per scongiurare di finire per strada o sotto i ponti. Ci aspettiamo anche che si consideri che tutt’ora, quei nuclei, vivono in quelle case senza acqua, luce e gas, come da tre anni a questa parte grazie agli effetti del Piano Casa di Renzi e Lupi, questione a cui la proprietà può porre un rimedio”.

Per il movimento da un lato “Comune, Regione e Stato non propongono soluzioni concrete per tutte le persone senza casa, sotto sfratto, vittime di pignoramenti e per tutti i lavoratori e le lavoratrici che non riescono ad arrivare a fine mese, dall’altro “la Curia proprietaria di migliaia di beni immobiliari, su cui gode anche di condizioni fiscali privilegiate, di ingenti ricchezze e di lauti aiuti economici statali diretti e indiretti” e che viene accusata di guardare “al profitto e alla massima monetizzazione di un bene, la casa, necessario e fondamentale per chi cerca di arrivare a fine mese”. “Crediamo che da qui debbano e possano arrivare delle soluzioni” concludono.

Più informazioni
leggi anche
Generica
Diritto al tetto
Immobile delle suore occupato in via Gramsci, il movimento per la casa manifesta sotto la Curia