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“Terzo Valico bene comune”, il cardinale Bagnasco “benedice” la grande opera: “Fermarla sarebbe suicidio”

Durante la messa dedicata alla patrona dei minatori

Genova. “Questa non è una strada per Genova, ma per l’Italia intera e fermare quest’opera sarebbe un suicidio per il Paese”. L’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, lancia un messaggio anche alla politica durante l’omelia della messa per Santa Barbara, patrona dei minatori, che si è svolta nel cantiere di Trasta del tunnel del terzo valico, davanti alle istituzioni locali, ai vertici del Cociv e ai dirigenti dell’azienda che sta eseguendo i lavori, Salini Impregilo. Presenti anche molti operai, con le loro famiglie.

“Quest’opera – ha detto Bagnasco riferendosi alla nuova futura linea dell’alta velocità tra Genova e Milano – è un bene comune, qui passerà il benessere non solo di Genova e della Liguria, ma dell’intero Paese visto che Genova è lo sbocco e insieme l’ingresso in Europa”.

E poi quello che è sembrato un riferimento ai processi politici che dovranno sbloccare la grande opera, a partire dall’analisi costi-benefici portata avanti dal ministero “a cinquestelle” delle Infrastrutture e trasporti di Danilo Toninelli.

“Sono certo che l’intelligenza e l’onestà con cui si guarda a quest’opera continuerà a tradursi in un accompagnamento tempestivo e accelerato, perché prima si conclude l’opera prima avremo uno strumento per lo sviluppo. Altrimenti sarebbe un suicidio per il Paese”.