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Tassa di soggiorno, buoni risultati dal primo anno di applicazione

Sono 171 i comuni o le unioni di comuni liguri che hanno aderito da luglio 2017 al patto regionale. A questi vanno aggiunti i quattro parchi regionali Alpi Liguri, Antola, Beigua e Aveto

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Genova. Sono 171 i comuni o le unioni di comuni liguri che hanno aderito da luglio 2017 al patto per il turismo: 51 nel territorio di Imperia, 50 in quello di Savona, 43 nel genovese e 27 nello spezzino. A questi vanno aggiunti i quattro parchi regionali Alpi Liguri, Antola, Beigua e Aveto. Tra questi, 43 comuni hanno cominciato nel 2018 l’applicazione della tassa di soggiorno.

Gli introiti, come previsto dalla legge 33 del 2016, possono essere utilizzati dai comuni per due obiettivi: almeno al 60% per la promozione dell’accoglienza, la comunicazione, la promocommercializzazione e il marketing turistico anche con accordi sovracomunali, la realizzazione di eventi e la copertura dei costi per gli IAT; non più del 40% per il miglioramento del decoro della località turistica, nonché per investimenti infrastrutturali a interesse turistico.

Questa mattina in regione è stato fatto il punto con i rappresentanti dei comuni sui risultati del primo anno di applicazione dell’imposta, analizzando gli orientamenti presi dagli enti locali per l’utilizzo del gettito in accordo con le associazioni degli albergatori, come prevede la legge del 2016. È stato illustrato ai presenti anche il programma di promozione turistica per il 2019, per il quale la Regione ha previsto un impegno superiore agli anni scorsi per superare le difficoltà create dagli eventi degli ultimi mesi.

“Il vincolo del 60% è stato rispettato senza problemi – ha detto l’assessore al turismo Gianni Berrino – le risorse sono andate prevalentemente a promozioni, manifestazioni e servizi. Abbiamo preso atto della preferenza di diversi comuni dell’entroterra, anche molto piccoli, per uno sportello Iat nel proprio territorio: è un’ottima cosa e gli sportelli sono entrati a far parte integrante del patto per il turismo, ma abbiamo richiamato l’importanza della promozione di tutto il territorio ligure nei comuni costieri, dove si concentra il 90% delle presenze turistiche. Un altro capitolo che i comuni aderenti hanno dimostrato di tenere in grande considerazione è quello delle manifestazioni. Pensiamo che sia importante differenziare nel territorio le tipologie di manifestazioni, in modo che risultino più attrattive, e soprattutto creare una consuetudine nel tempo o mantenere quelle che già ci sono e funzionano piuttosto che creare eventi una tantum”.