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Sostegno alle imprese colpite dal crollo del Morandi, la zona franca urbana estesa al Centro e al ponente di Genova

Firmato il decreto sulle perimetrazioni, c'è anche la zona arancione. Ma per i residenti che saranno interferiti dai cantieri servirà un emendamento in finanziaria o - dice Bucci - "faremo noi"

ponte morandi commemorazione

Genova. E’ stato firmato nel primo pomeriggio dal presidente della Regione Liguria e commissario delegato per l’emergenza Giovanni Toti e dal sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, il decreto 21, che stabilisce il perimetro delle zone di Genova dove, a vario titolo e con diverse modalità saranno risarcite o supportate le aziende che hanno avuto danni o difficoltà a causa del crollo di ponte Morandi. Una zona nera, quella della demolizione, una rossa – quella delle case degli sfollati e delle imprese acquisite dalla struttura commissariale in cambio di indennizzi e per cui sono state attivate forme speciali di cassa integrazione – ma anche la zona arancione (che combacia con il territorio dei municipi Centro Ovest, Valpolcevera e Medio Ponente) per cui sono previsti rimborsi rispetto ai cali di fatturato e quella, cosidetta, zona franca urbana, dove le aziende esistenti e le start up avranno sgravi fiscali: oltre ai già citati municipi, ce ne sono altri due – il Centro Est e il Ponente – e cinque comuni dell’entroterra: Ceranesi, Campomorone, Sant’Olcese, Mignanego e Serra Riccò.

Nessuna indicazione, nel decreto, invece per i residenti della zona arancione che saranno “interferiti” dalle opere di cantiere. Ma secondo Bucci sarà possibile trovare una soluzione. “Ci aspettiamo che nella finanziaria ci sia un emendamento che risolve tutto – ha detto Bucci uscendo dall’incontro – se c’è bene, se non c’è ci daremo da fare in un altro modo, o attraverso un’azione dello stesso sindaco, un decreto nostro o attraverso l’azienda che dovrà ricostruire, sicuramente troveremo il modo di dare una sorta di contributo di autonoma sistemazione, come abbiamo fatto con gli sfollati ad agosto e settembre, e con le stesse regole, sarà una forma di aiuto temporanea per tutta la durata del cantiere”. Il riferimento è alle vie che saranno limitrofe ai lavori, con conseguenti disagi. (Oggi in Regione è stato approvato un emendamento alla legge di bilancio regionale che chiarisce la posizione degli interferiti della zona arancione ma perché sia applicato servirebbe una modifica della legge di conversione del decreto Genova)

“Con la firma di oggi – afferma soddisfatto il presidente della Regione Toti – imprese e lavoratori danneggiati dal crollo del Ponte Morandi avranno diritto a risarcimenti e agevolazioni fiscali.  In tempi record, un altro passo importantissimo per aiutare il tessuto economico di Genova a ripartire”.

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Ecco cosa prevede il decreto:

ZONA FRANCA URBANA
Il Decreto del commissario Toti, sulla base delle indicazioni dei danni pervenuti alla Camera di commercio di Genova che grazie all’attività svolta insieme alle associazioni di categoria ha raccolto le segnalazioni dei danni subiti e utilizzato questa banca dati per indicare ai commissari le aree con maggiori richieste pervenute, individua la ZFU nel territorio che comprende i cinque comuni dell’Alta Valpolcevera (Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese, Serra Riccò) e i municipi Valpolcevera, Centro Ovest, Centro Est, Medio Ponente e Ponente (come da mappa allegata).
Le risorse per l’anno 2018 ammontano a 10 milioni di euro. È inoltre previsto un rifinanziamento nella Legge di Stabilità del Governo di 100 milioni per il 2019 e di altri 100 milioni per il 2020.
Le imprese che hanno la sede principale o una sede operativa all’interno della ZFU e che hanno subìto una riduzione del fatturato almeno pari al 25 per cento, nel periodo dal 14 agosto 2018 al 30 settembre 2018 (rispetto al valore medio del corrispondente periodo del triennio 2015-2017) possono richiedere:
– esenzione dalle imposte sui redditi per le attività d’impresa nella zona franca per un massimo di 100.000 euro
– esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive nette, svolte dall’impresa nella zona franca, nel limite di 200.000 euro
– esenzione dalle imposte municipali per gli immobili di proprietà siti nella zona franca e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica
– esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica), a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente (esonero valido anche per i titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca). Le esenzioni si feriscono al periodo di imposta in corso (2018).
Le imprese che avvieranno una attività all’interno della ZFU entro il 31 dicembre 2018 potranno usufruire delle medesime esenzioni previste dalla Legge Genova. Per il biennio 2019-2020 chi investirà in attività nella ZFU usufruirà dei fondi che verranno rifinanziati nella Legge di Stabilità del Governo (finanziamento previsto, come scritto sopra 100 milioni per il 2019, 100 milioni per il 2020)

ZONA ARANCIONE
ll Commissario Marco Bucci, con la firma del decreto 21, ha individuato le aree idonee alla determinazione delle imprese e dei liberi professionisti che godranno dei benefici previsti dall’articolo 4 del decreto legge 109 del 2018, circoscrivendole ai municipi Valpolcevera, Medioponente e Centro Ovest. La ridefinizione delle aree è stata operata in base allo studio della Camera di Commercio, Confindustria e l’Università di Genova che contiene una stima preliminare degli effetti economici indotti dal crollo di Ponte Morandi.
Imprese e liberi professionisti che si trovano in questa zona potranno usufruirne di una somma fino al 100% del decremento del fatturato rispetto alla media registrata nel triennio 2015-2017, fino a un limite massimo di 200mila euro. Il decremento potrà essere dimostrato mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell’interessato accompagnata dall’estratto delle scritture contabili,per il periodo compreso tra il 14 agosto 2018 e il 29 settembre (data di entrata in vigore del “Decreto Genova”).

CASSA INTEGRAZIONE SOSTEGNO AL REDDITO
In accordo con le organizzazioni sindacali, è concesso il sostegno al reddito di indennità pari al trattamento massimo di integrazione salariale (per un massimo di 12 mesi), in favore dei lavoratori del settore privato, impossibilitati o penalizzati a prestare l’attività lavorativa in tutto o in parte, a seguito del crollo del ponte Morandi. Dipendenti da aziende operanti nelle aree territoriali della città metropolitana di Genova che hanno, alla data del 14 agosto 2018, subito un impatto economico negativo e per i quali non trovano applicazione le tutele previste dalla normativa vigente in materia di ammortizzatori sociali.
Le indennità previste sono 11 milioni di euro per il 2018 e 19 milioni di euro per il 2019.
Inoltre è prevista un’indennità una tantum pari a 15.000 euro in favore dei lavoratori autonomi, dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, compresi i titolari di attività di impresa e professionali che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa dell’evento.
Le domande per il sostegno al reddito potranno essere presentate attraverso un sistema telematico dal sito di Regione Liguria dal 15 gennaio 2019.

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INDENNIZZI AGLI AUTOTRASPORTATORI
Trovata l’intesa con il MIT per le modalità di erogazione degli indennizzi agli autotrasportatori che, a causa del crollo de viadotto Polcevera, hanno dovuto affrontare spese maggiori per la percorrenza forzata di tratti autostradali o stradali aggiuntivi. 20 i milioni stanziati per l’anno 2018 ma nella Legge di Stabilità del Governo sono previsto finanziamenti: 80 milioni per il 2019 e altrettanti per il 2020. L’Autorità Portuale (soggetto attuatore) si occuperà di raccogliere le domande attraverso un avviso specifico sul proprio sito con indicati tempi e modalità, e di stabilirne l’ammissibilità.

RIPARTIZIONE FONDI PER TRASPORTO PUBBLICO LOCALE A SEGUITO DEL DECRETO GENOVA
La giunta regionale ha inoltre approvato le delibere sul trasporto pubblico locale che prevedono la ripartizione dei seguenti investimenti:
– 20 milioni per il trasporto ATP e AMT
– 23 milioni per i servizi aggiuntivi dopo il 14 agosto 2018 di bus e treni.