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Sblocco Terzo Valico, la rabbia dei No Tav: “Pugnalati alla schiena, ma difenderemo ancora la nostra terra”

Dopo la scelta del ministro Tominelli si consuma la definitiva frattura tra M5s e il movimento contro la grande opera

Genova. La decisione del ministro di andare avanti con i lavori del Terzo Valico non ha colto di sorpresa i militanti No Tav, che da anni si oppongono alla grande opera. La decisione era nell’aria, ma la rabbia è comunque tanta.

Una rabbia che si condensa sul Movimento 5 Stelle, che in questi anni si era fatto portatore, dello loro istanze: è ancora nelle orecchie di tutti i messaggio contro il Terzo Valico lanciato da Luigi Di Maio proprio a Genova lo scorso gennaio, in piena campagna elettorale.

“In campagna elettorale il Movimento 5 Stelle definisse l’opera inutile e dannosa per la salute dei cittadini – scrive il coordinamento No Tav Terzo Valico – Oggi tutto questo non vale più. Poco importa la presenza di amianto, poco importa la corruzione e gli arresti dei vertici del Cociv, poco importano le infiltrazioni della criminalità organizzata, nessuna importanza viene data alla distruzione delle sorgenti e delle falde acquifere. Tutto questo oggi scompare nel nome dei posti di potere e di un Governo insieme alla Lega”.

Un tradimento che però ha dei precedenti recenti: “La verità è che dopo Ilva, Tap e Muos, il Movimento 5 Stelle ha deciso di tradire un altro territorio. Ha deciso di pugnalare alla schiena migliaia di persone che avevano riposto in loro fiducia affinché questa grande opera inutile venisse fermata”.

E poi la promessa: “Vi aspettiamo nelle nostre valli se mai un giorno avrete il coraggio di presentarvi. Sappiate che non sarete i benvenuti. Urleremo ancora e ancora “Giù le mani dalla nostra terra”.

Claudio Sanita, uno dei leader dei No Tav Terzo Valico, va giù durissimo: “Me lo aspettavo, ma domattina io mi alzerò e potrò guardare mia figlia negli occhi con fierezza e potrò guardarmi allo specchio con serenità – dice al ministro – Tu non potrai fare altrettanto e passerai alla storia come uno dei tanti politici che ha fatto tutto il contrario di ciò che diceva in campagna elettorale. Non ho i tuoi soldi, non ho i tuoi follower, non sto in televisione, ho una gran bella fedina penale. Ma posso camminare a testa alta in mezzo alla mia gente. No al Terzo Valico fino all’ultimo respiro”.

Domani pomeriggio, dalle ore 14 a Certosa, presso la stazione della metro di Brin, i No Tav scenderanno in piazza in un presidio contro le grandi opere.