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Ricorso contro decreto Genova, Autostrade ribadisce come priorità l’interesse di Genova

Un ricorso basato su profili di illeggittimità, anche in considerazione della necessità di attendere il necessario accertamento delle responsabilità da parte della magistratura

Genova. Un ricorso basato su profili di illegittimità, anche in considerazione della necessità di attendere il necessario accertamento delle responsabilità da parte della magistratura.

Autostrade per l’Italia ribadisce, in una nota, la piena collaborazione con il commissario Marco Bucci, pur motivando il ricorso contro il decreto Genova, ma sottolineando la richiesta priva di sospensiva per i decreti commissariali.

“Consideriamo una priorità assoluta l’interesse di Genova e dei genovesi – si legge – con Bucci i confronti sono quotidiani e costruttivi, per far sì che Genova abbia quanto prima il nuovo ponte autostradale. La decisione di non chiedere la sospensiva dei provvedimenti del commissario, come la Società stessa aveva già comunicato a valle del cda dello scorso 13 dicembre, ne è la più chiara conferma”.

Sul tema, in giornata anche il commento del sindaco commissario Marco Bucci. “Il ricorso di Autostrade, la loro protesta per essere stati esclusi dalla ricostruzione e dalla demolizione, non mi riguarda, è un discorso tra governo e Aspi, io faccio il commissario e il mio lavoro e ricostruire il viadotto”. Bucci aggiunge: “Non ci vedo alcun attacco al commissario – continua Bucci, parlando a margine di una visita al contingente degli alpini impegnato da mesi nella zona rossa – semmai la contestazione è alla legge di conversione del decreto Genova, Autostrade non ha chiesto la sospensiva, facendo ricorso, e questa è una conferma che nessuno vuole impedirci di ricostruire il ponte al più presto”.

Secondo Bucci anche l’acquisizione delle aree industriali non deve essere vista come una mossa strategica in ottica negativa. Questo almeno quello che dichiara: “Non è stata un’operazione concordata, io non ho chiesto ad Autostrade di comprare, ma in questo modo il nostro lavoro è facilitato, perché abbiamo un solo interlocutore con cui confrontarci sia per l’acquisizione sia per gli espropri”.