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Ponte Morandi, indennizzi contesi fra proprietari non residenti e inquilini. In 31 congelano la firma della cessione degli immobili

E si rivolgono a un avvocato per provare a ottenere i 45 mila euro di Pris che invece sono destinati a finire a chi nelle case viveva

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Genova. I proprietari non residenti di via Porro e via Del Campasso sono disponibili a firmare il contratto di cessione entro il 20 dicembre, il termine previsto dalla legge di conversione del Decreto Genova, per evitare gli espropri e quindi la decurtazione degli indennizzi del 10%, ma – ed è un ma grosso come una casa – chiedono che quel contratto non includa la postilla per la quale sono loro ad accordare i 45 mila euro del Pris (la legge regionale che risarcisce i cittadini interferiti dai cantieri delle grandi opere) e i 36 mila dell’immediato sgombero agli inquilini, o loro a rinunciarci, in caso di appartamenti sfitti. Questa postilla, infatti, li terrebbe lontani per sempre da qualunque ipotesi di ricorso.

La fronda dei “ribelli”, ovvero degli sfollati che non accettano i termini imposti dalla struttura commissariale, è composta da una sessantina di proprietari che ieri si sono incontrati al centro civico Buranello di Sampierdarena.

In 31 hanno deciso di rivolgersi a un avvocato “di caratura nazionale”, dicono, che a sua volta, già domattina, invierà una pec al commissario Marco Bucci per aprire una trattativa e chiedere, innanzitutto, di modificare il contratto di cessione degli immobili.

La contesa tra struttura commissariale e proprietari nasce dal fatto che la legge 130/2018 assegna a questi ultimi i 45 mila euro della legge Pris mentre il parere dell’avvocatura di Stato che è stato utilizzato per formulare i contratti assegna quei soldi agli inquilini. Tra gli altri proprietari, quelli che vivevano nella case sotto il Morandi, le pratiche procedono, così come gli incontri con i notai. I primi rogiti dovrebbero essere firmati nella giornata di venerdì.