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Ponte Morandi, il ricordo dopo quattro mesi. Per alcuni lavoratori arrivate oggi lettere di licenziamento fotogallery

Il dramma composto del ricordo, il dolore e la rabbia per il lavoro che non c'è più

Genova. A quattro mesi esatti dal crollo del ponte Morandi, alle 11.36 in punto, un minuto di silenzio e i rintocchi, 43 come il numero delle vittime, di una campana tibetana per ricordare chi è morto nel disastro del 14 agosto.

Questa mattina, ai margini della zona rossa, nel quartiere di Certosa, sotto il ponte di ferro diventato base e presidio per gli sfollati e i volontari che li hanno seguiti in tutte queste settimane, una commemorazione sobria. Rispetto ai mesi passati, qualche persona in meno. A rappresentare le istituzione il presidente del municipio Valpolcevera Federico Romeo.

“Siamo qui per una forma di rispetto nei confronti delle vittime e nei confronti dei loro familiari, non siamo con loro solo il 14 di ogni mese, ma ci siamo sempre” ha detto Giusy Moretti portavoce del comitato degli sfollati. E’ stata lei a portare, come ogni mese, un mazzo con 43 rose bianche, insieme a un ramo di agrifoglio, pianta natalizia. In fondo alla strada l’albero di Natale e le luci allestite per le feste, dall’altra parte, oltre le transenne la pila 10 del viadotto, ancora in piedi sulle case di via Porro. I vigili del fuoco di Genova hanno posato 43 palline commemorative sull’albero posto in piazza Emilio Guerra a Certosa. L’albero è stato donato dal corpo di Ruffrè (TN).

ponte morandi commemorazione dicembre

Sul cosiddetto ponte delle ratelle è stata anche issata una bandiera dell’Albania, per ricordare le due vittime albanesi, Edi Bokrina di 28 anni e Marius Djerri, di 22 anni: alla commemorazione erano presenti anche i loro familiari

Questa mattina alla commemorazione delle vittime di ponte Morandi, a Certosa si è presentata anche una delegazione dei 19 lavoratori della zona rossa, che sono già stati o saranno licenziati perché le aziende – Lamparelli, Vergano e Piccardo – hanno deciso di chiudere i battenti. Alcuni di loro hanno ricevuto proprio oggi, a quattro mesi dal crollo, la lettera di licenziamento. “Chiediamo che non si spenga l’attenzione sulla nostra condizione – dice il loro portavoce Marco Trucco – da agosto siamo senza stipendio e non avremo la possibilità di accedere ad ammortizzatori sociali”.