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Ponte Morandi, cessione delle case in zona rossa, metà proprietari hanno firmato il rogito

Ma dalla struttura commissariale sono fiduciosi: entro domani sera chi non avrà dato il consenso alla vendita dovrà subire l'esproprio

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Genova. A 24 ore dallo scadere del termine previsto dalla legge di conversione del decreto Genova, oltre la metà dei rogiti per le cessioni delle 266 abitazioni in zona rossa, sotto al moncone di ponte Morandi, sono stati firmati dai proprietari.

Le pratiche sono relative all’acquisizione delle case da parte della struttura commissariale, passaggio necessario per le opere di demolizione del viadotto e per avviare il percorso degli indennizzi che, sempre secondo la legge, saranno pagati da Autostrade. Dagli uffici della struttura commissariale c’è la convinzione che domani quasi tutti avranno firmato, evitando così l’esproprio, che implicherebbe una decurtazione dei risarcimenti del 10%.

Anche la fronda dei proprietari non residenti che aveva mostrato maggiore resistenza a firmare, per via del mancato riconoscimento degli 81 mila euro di Pris e immediato sgombero, hanno deciso di firmare i rogiti ed eventualmente di rivalersi in un secondo momento.

Per i proprietari che non avessero potuto firmare per motivi pratici, magari perché si trovano all’estero, di co-proprietari o tutori legali non raggiungibili o in mancanza di documenti, sarà valida, per evitare l’esproprio, un’impegnativa alla cessione. Allo sportello allestito negli uffici della struttura commissariale si sono rivolti nei 15 giorni di apertura 154 nuclei familiari.