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Masone, il cinema teatro a rischio chiusura: servono 100 mila euro. La popolazione si mobilita

Lo storico luogo di aggregazione della Valle Stura alle prese con le nuove norme sulla sicurezza

Genova. Uno spazio unico per la valle, che dopo decenni di storia rischia di chiudere, in ossequio alle nuovo normative di sicurezza. Parliamo del cinema teatro “Monsignor Macciò”, la cui sorte è fortemente incerta.

La causa di questa impasse è, come spesso accade, l’incombenza di dover affrontare una spesa purtroppo non sostenibile: sono circa 100 mila gli euro necessari per gli interventi di riqualificazione che manterrebbero l’agibilità della struttura, in base alle nuove normative sulla sicurezza.

A darne notizia l’Associazione Opera Monsignor Macciò, che in un breve comunicato spiega la situazione: “Il problema maggiore però è che c’è nella proprietà (la parrocchia, cioè la Curia di Acqui Terme)il dubbio che anche una eventuale sforzo per cercare di sanare la situazione possa essere vano, poiché la struttura è esagerata per le normali capienze che si hanno agli spettacoli e perché non hanno percepito nella popolazione una mancanza così forte, esprimendo quindi il dubbio sulla necessità di un tale sforzo”.

Da qui nasce la mobilitazione dei cittadini, che hanno per prima cosa organizzato una pagina facebook dedicata, che in poche ore ha ricevuto centinaia di like: sono in molti a passare e lasciare un messaggio e un ricordo di vita vissuta fra quelle mura, testimoniando quanto un’eventuale perdita possa diventare un colpo durissimo per la comunità.

Da Rossiglione arriva la solidarietà della sindaco di Rossiglione Katia Piccardo, che testimonia l’importanza della sala anche per i comuni limitrofi: il Macciò era, è e forse sarà ancora il cinema della Valle Stura.