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Maratona di Genova, Tursi: “Poche transenne e tempi troppo stretti: l’organizzazione non ha saputo gestire l’evento”

Solo 140 transenne su 400 e nessun addetto per recuperare i runner in forte ritardo

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Genova. Tutta colpa dell’organizzazione che non ha calcolato bene i tempi né organizzato adeguatamente la prima maratona di genova dopo 14 anni di assenza, una gara podistica particolarmente sentita perché aveva anche l’obiettivo di commemorare le 43 vittime del crollo del ponte Morandi. Ma così non è stato o meglio, con 766 atleti arrivati su 1500, a prevalere sono state le polemica: tutti contro la polizia locale anzitutto che avrebbe riaperto le strade in anticipo.

Oggi in sala rossa, tuttavia, l’assessore comunale Stefano Garassino, rispondendo a un articolo 54 della consigliera Cistina Lodi, ha difeso il lavoro degli uomini in divisa ringraziandoli per l’impegno e chiarendo come a ’tappare’ sia stato il comitato organizzativo. “La polizia municipale – ha detto l’assessore – si è semmai sostituita all’organizzazione con il compito di avvertire i runner che erano in ritardo che la strada sarebbe stata riaperta perché è stata l’organizzazione a dichiarare la durata massima di 5 ore per la competizione”.

Per la polizia municipale e per l’assessore l’organizzazione non sono “era carente di personale addetto alla sicurezza, ma anche rispetto alle transenne: visto che rispetto alle 400 preventivate ne ha predisposto solo 140 e per questo sarà sanzionata”. Non solo: “anche il costo dei 60 vigili impiegati nella manifestazione sarà a carico dell’organizzazione come sempre avviene questi casi” ha spiegato Garassino