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La fabbrica del riciclo Amiu distrutta dal crollo del Morandi rinasce nell’ex mercato di via Bologna

Dopo le voci circolate nelle ultime settimane l'annuncio dall'assessore Matteo Campora. L'edificio era inutilizzato da 6 anni

Genova. Rinascerà nei locali dell’ex mercato comunale di via Bologna, nel quartiere di San Teodoro, la “fabbrica del riciclo” di Amiu distrutta con il crollo di ponte Morandi. Ad annunciarlo l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova Matteo Campora a margine della presentazione del dossier di Legambiente “Comuni Ricicloni”.

Lo spazio dove l’azienda partecipata che si occupa della gestione dei rifiuti, ospitava una sorta di mercato dell’usato di mobili, elettrodomestici e altri oggetti troverà quindi una nuova sede più centrale. “Più comoda al resto della città – spiega Campora – e quindi più adatta a essere trasformata in un vero polo di educazione rivolto anche alle scuole oltre che ai privati cittadini”.

La fabbrica del riciclo era gestita da Unicef e dalla Comunità di San Benedetto e il ricavato delle vendite andava in beneficenza alle due associazioni. Chiuso da due anni, l’ex mercato di via Bologna ha 400 metri quadri di superficie utile al coperto e altri 400 all’aperto. Fa parte degli immobili di proprietà comunale destinati alla valorizzazione e la destinazione d’uso è quella di servizi pubblici.

“La scelta, annunciata dall’assessore Campora, di trasferire la Fabbrica del riciclo nell’ex Mercato di via Bologna al centro del quartiere di San Teodoro, è una buona notizia – dicono dal gruppo del Pd a Tursi – che porta a compimento un progetto delle precedenti amministrazioni comunale e municipale di centrosinistra. Tale soluzione permetterà di riaprire un’attività sociale di eccellenza per tutta la città, ma anche di avere un nuovo punto di aggregazione al centro di San Teodoro, recuperando un immobile abbandonato. Oltre all’edificio potrà essere sfruttato lo spazio esterno già riqualificato nel precedente mandato grazie alle risorse municipali”.